E(li's)booksKurtz di Jean-Marc Aubert

"Politicamente scorretto, come solo può esserlo la letteratura".

Oggi vi suggerisco una lettura singolare, Kurtz di Jean-Marc Aubert

Il libro

Laure cambia tutto nella vita del nostro eroe, che si immaginava condannato a una vita scialba prima di incrociare la strada di questa donna irresistibile, con la quale fissa la data della loro prima notte di sesso. Durante i loro rendez-vous prelimiari, parlano di Kurtz, soprannome del “membro” di questa curiosa associazione: parlano di letteratura, nella fattispecie di Joseph Conrad, loro comune passione.

La mia lettura

Una storia border line quella di Kurtz, comincia con un protagonista che scopriamo essere uomo mediocre, che non eccelle in nulla, la cui vita scorre monotona e pagina dopo pagina lo vediamo mutare, è bastato che si liberasse dalle catene dell’inibizione, che si lasciasse guidare dal desiderio per mostrarsi in tutte le sue sfumature, con le ossessioni che di fatto rappresentavano già la sua apparente normalità.

Kurtz è un viaggio negli impulsi, nelle immagini mentali (anche quelle intrusive e sgradevoli) che spingono verso l’ossessione, è il ritratto di un essere umano che come tale vive esposto all’incertezza, al dubbio, che vede la propria vita prendere una strada diversa, più eccitante e per questo fonte di ansie e timori.

Il segreto per leggere efficacemente questo romanzo è osservare in modo non giudicante le credenze disfunzionali del protagonista, guardare alla storia come una “lezione” sull’accettazione.

“Le questioni sessuali non mi hanno mai interessato più di tanto. La stessa parola – sesso – mi infastidisce, perché indica sia l’organo sia l’atto, creando confusione. […] Finora la mia vita sessuale si è svolta all’insegna della più assoluta normalità. […] La masturbazione è stata soltanto un episodio adolescenziale […] Le mie fantasie infine, ammesso che ne abbia, in genere non fanno che ricalcare gli stereotipi della mia condizione sociale”.

Kurtz è la ricetta perfetta per arrivare a godere pienamente della sensualità di un rapporto che si consuma carnalmente ma anche e soprattutto mentalmente, la preparazione al piacere è la parte fondamentale nella costruzione del rapporto del protagonista con la seducente Laure.

“Quello che ci stava capitando era un sogno e non ammetteva brutture. […] – Come deve essere un luogo fatto per l’amore? Chiesi a Laure quando venne a sedersi di fronte a me […] Credo, disse Laure, che sia necessario partire da zero: uno spazio spoglio, una luce particolare, pochi elementi su cui ci metteremo d’accordo”.

Tutta la narrazione ha lo scopo di farci vivere per circa cinque mesi insieme ai due protagonisti, è inverno, dovranno aspettare il 27 maggio per arrivare al compimento della celebrazione di un incontro che li vedrà unirsi fisicamente, l’immaginazione ha un ruolo fondamentale perché attraverso essa è costruita l’impalcatura della passione.

Talvolta lirico, talvolta quasi triviale, Aubert si esprime attraverso i desideri di Laure che domina la scena (fino a un certo punto in verità) apparendo master and commander di questo gioco erotico che trascina il protagonista in un girone infernale psicologico che è il preludio alla “prestazione” programmata.

Molto originale il modo in cui il protagonista di Cuore di tenebra di Conrad diventa uno e trino, è la voce narrante, è Laure, è Aubert stesso.

Una realtà fraintesa, un mondo destinato a schiacciare con le sue logiche perfino surreali la coppia, un romanzo sul desiderio, sullo straniamento, sull’idealizzazione non dell’amore, non del sesso, dell’appagamento piuttosto.

Kurtz di Jean-Marc Aubert

Traduzione di Federica Di Lella, Lorenza Di Lella

Prehistorica editore

Pp 141 Brossura € 14,00