Afghanistan: due soldati italiani feriti

British Grenadier

La sequenza degli eventi è sempre la stessa. I talebani non si fanno né sentire né vedere per mesi. L’inverno blocca anche la guerra in Afghanistan. Poi, quando è il momento della semina e della ra...

La sequenza degli eventi è sempre la stessa. I talebani non si fanno né sentire né vedere per mesi. L’inverno blocca anche la guerra in Afghanistan. Poi, quando è il momento della semina e della raccolta dell’oppio, il nemico torna a far danni. L’attentato che ha coinvolto due militari italiani oggi a Farah – i soldati sono stati feriti in modo lieve – rientra tutto in questa analisi così succinta.

Da aggiungere c’è poco. La notizia sta raccogliendo sui giornali e soprattutto in bocca ai politici uno spazio di circostanza. Nulla di più. A far volume c’è ancora chi si domanda cosa stiamo a fare laggiù. E altri che rispondono senza ragionare. Che dite? Magari perché gli impegni internazionali si mantengono. Ma forse questa è una risposta troppo ovvia per chi vuole polemizzare.

Non è chiaro se l’attentatore sia morto nell’esplosione. Sembra che una macchina abbia affiancato il blindato e poi sia saltata in aria. Probabile un attacco suicida. È altrettanto plausibile che l’ordigno sia stato comandato a distanza. In ogni caso, i talebani hanno rivendicato l’episodio. E questo è importante.

L’area ovest dell’Afghanistan, sotto il controllo italiano (Regional command west, per chi se ne intende) è a bassa densità talebana. Perché abitata da sciiti e tajiki. Perché Farah ed Herat sono vicini all’Iran. Ma soprattutto perché è il narcotraffico il vero nemico da quelle parti. Possibile che fanatismo e oppio siano a convolati a nozze anche da lì? Oltre che nell’Helmand.

Connect the dots a parte, va ripetuto Santo Lince! Anche stavolta. Il mezzo blindato che gli eserciti di mezza Europa – forse anche i russi – stanno acquistando da noi ha evitato che l’aumento del bollettino dei militari italiani morti in Afghanistan.

L’anno prossimo chiuderà Isaf e tutta la Nato rivedrà la sua presenza a fianco di Kabul. Quella afgana non è certo l’operazione di maggior successo per l’Alleanza atlantica. Ma forse qualcosa si è fatto. Anche se non sembra.

Per un approfondimento sull’argomento, leggi qui di seguito. Non è scienza pura. Solo quello che ho visto con i miei occhi:

http://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/commentary_picasso_10.04.2013.pdf

http://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/commentary_picasso_22.04.2013.pdf

http://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/commentary_picasso_06.05.2013.pdf