Berlusconi e la morte del centrodestra

Libertà è partecipazione

La giornata è cruciale, tutti gli osservatori politici lo sapevano. Lo strappo di Alfano, consumato poche ore prima del Consiglio Nazionale che ha sancito il ritorno di Forza Italia è fresco, tropp...

La giornata è cruciale, tutti gli osservatori politici lo sapevano. Lo strappo di Alfano, consumato poche ore prima del Consiglio Nazionale che ha sancito il ritorno di Forza Italia è fresco, troppo. Ma tant’è, Berlusconi se ne farà una ragione, i suoi seguaci anche (ma qualcuno ha già apostrofato gli alfaniani come “buffoni e traditori”) e la giornata al palazzo dei congressi della capitale si apre con le parole di Andrea Zappacosta, uno dei falchetti vicini alla Santanchè, che intervistato dai giornalisti dice che “Berlusconi è un’idea, un simbolo”. Detto da uno che aveva quattro anni quando Berlusconi comparve nel panorama politico, suona strano. 

Dunque, erano attese le parole di Silvio, osannato al suo arrivo in sala a suon di “Silvio, Silvio” e come sempre ha usato i suoi toni da pifferaio magico. Ad inizio discorso rimprovera gli italiani: se la classe dirigente è da mandare via i cittadini qualche responsabilità ce l’hanno. Ha ragione e se lui è ancora a lì a parlare da leader di partito e (anche) da leader dell’opposizione di governo – perchè il succo del discorso è che è passato all’opposizione – un motivo ci sarà. Il discorso dell’ex premier non è stato come quelli passati, urlati, con slogan, ma ha usato un tono più pacato. Certo, in alcuni passaggi ha attaccato duramente il governo – ad esempio sull’aumento delle tasse, come se lui non avesse resposabilità.

Proprio sull’aumento delle tasse ha incentrato la prima parte del suo intervento: il governo ha aumentato l’Iva, è costretto a mantenere i limiti imposti dal Fiscal Compact. Tutto vero. Ma allo stesso tempo, ha dimenticato di dire che l’aumento dell’Iva è stato firmato da lui; ha dimenticato che le condizioni del Fiscal Compact le ha accettate lui. E se dice che la Merkel e Sarkozy avevano paura della sua esperienza imprenditoriale mente sapendo di mentire, perchè chi è tornato con qualche risultato positivo dai vertici europei non era Berlusconi Silvio, ma Monti Mario.

Un Berlusconi che è apparso sempre più grillino, non c’è dubbio. Toni durissimi nei confronti della Germania e verso la politica dell’austerità; toni duri anche verso la Bce, che dal suo punto di vista dovrebbe stampare moneta e non dovrebbero esserci preoccupazioni se l’inflazione dovesse salire di tre punti – in quel momento sembrava che al microfono ci fosse Paolo Barnard. Quindi derubricazione del problema del debito pubblico (“il Giappone ha un debito del 243% rispetto al Pil, eppure è in crescita): non proprio un atteggiamento da liberale, ma da succursale del M5S. Non un accenno alle liberalizzazioni, alle privatizzazioni, al taglio della spesa pubblica. Piuttosto, ha preferito parlare del Libro nero del Comunismo.

Ovviamente non poteva mancare il capitolo giustizia: le solite sparate contro la magistratura comunista; la persecuzione. Poi l’illuminazione: la giustizia deve essere riformata. Applausi, siamo tutti d’accordo. Ma tu dov’eri in questi anni? Perchè tra il 1999 e il 2000 non hai appoggiato i referendum dei radicali, allora etichettati come comunisti? Perchè oggi ti scagli – giustamente – contro i magistrati che fanno gli errori e non vengono puniti e non lo hai fatto da capo del governo? Nel 2008 il Parlamento era in mano del Pdl, perchè non è stata scritta una riforma della giustizia seria, invece di fossilizzarsi sul Lodo Alfano e la prescrizione breve?

Resta il dato politico, che non deve essere derubricato a “studiato a tavolino”: fino a tre mesi fa, una scissione di questo genere non poteva essere immaginata. Per tanti motivi: Alfano è il figlioccio politico di Berlusconi, chi ha deciso di non entrare nella Forza Italia 2.0 proviene dalla Forza Italia 1.0, quindi parliamo di gente che ha appoggiato l’ex premier dal primo minuto. 
E’ comunque certo che il centrodestra non esiste più, è morto. E’ morto per la mancanza di dibattito interno, per la mancanza di idee e propositi, per le promesse non mantenute. E’ morto perchè è stato monopolizzato da una sola persona e quella persona ha usato uno spazio politico enorme per costruire una monarchia che nulla ha a che vedere con la competizione politica

Oggi abbiamo assistito al funerale del centrodestra: chi ha il sogno di costruire un centrodestra anglosassone, liberale, competitivo e fondato su una cultura politica precisa deve essere paziente, perchè dovrà passare molta acqua sotto i ponti prima di poter ricominciare a discutere e costruire.