Caro Sapelli non bisogna tornare all’IRI di Beneduce, ma dare coraggio ai risparmi degli italiani

Fisco e sviluppo

Sul blog di Stefano Colli-Lanzi ho trovato la segnalazione di un intervista a Giulio Sapelli su Libero di oggi (vedi link) in cui l'economista milanese, tra tante cose, dice "la parola crescita da ...

Sul blog di Stefano Colli-Lanzi ho trovato la segnalazione di un intervista a Giulio Sapelli su Libero di oggi (vedi link) in cui l’economista milanese, tra tante cose, dice “la parola crescita da solo non significa niente. La crescita si crea aumentando gli investimenti privati e pubblici. Oggi sui primi è inutile contare, quindi bisogna rispolverare lo Stato imprenditore. Bisogna tornare all’IRI di Beneduce“.

Andiamo con ordine. Sicuramente se l’Europa non pensa “a 50 anni” scommentendo sugli investimenti e sulle infrastutture è morta. E’ indubbio che per crescere ci voglia un giusto mix di investimenti privati e pubblici perchè gli investimenti privati sono spesso avversi ad orizzonti temporali lunghi e/o a finanziare ricerca di base e quindi non possono che essere affiancati da quelli privati per avere una crescita di lungo periodo.

Sui capitali privati, invece, secondo me Sapelli sbaglia come, su questo, sta sbagliando anche il Governo Monti. Stanno, a mio avviso, trascurando entrambi la potenza del risparmio privato. Infatti rispetto agli anni 30′ (i tempi di Beneduce) in Italia c’è, tra tante, una differenza fondamentale. Il risparmio privato.

Il moltiplicatore keyneasiano della crescita per investimenti, che all’epoca di Beneduce, fu promosso dallo stato, nel breve anche data la situazione finanziaria del nostro Paese che non può che agire che in coordinamento con l’Europa, non può che venire dal risparmio privato.

Riproponiamo qui tre proposte già illustrate sul questo blog di iniziative che usando la leva degli investimenti privati e di un fisco intelligente e pro crescita potrebbero fare da traino ad ulteriori investimenti. In ordine di importanza : 1) detassazione dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sugli immobili, dei privati e delle società, e rilancio del piano casa; 2) sblocco delle limitazioni fiscali agli investimenti in obbligazioni societarie; 3) tassazione di favore per i privati e per gli istituzionali che investano in start-up ed in fondi di venture capital.

Sono cose che si possono fare in pochissimo tempo. Bisogna far tornare il coraggio e la voglia di scommetere ed investire. I capitali privati aspettano solo quello.