Che nessuno si azzardi a servire a tavola

Radici: un Blog quasi pornografico

L’intervento del Ministro del Buon Senso Spicciolo (Ministero senza portafoglio NDR), Laura Boldrini, al convegno “Donne e Media” ci ha colpito come un calcio nelle palle sferrato forte, forte fort...

L’intervento del Ministro del Buon Senso Spicciolo (Ministero senza portafoglio NDR), Laura Boldrini, al convegno “Donne e Media” ci ha colpito come un calcio nelle palle sferrato forte, forte forte. Un calcio dato da una donna, una donna in carriera, che non ha voluto avere figli. Una donna moderna, un calcio emancipato.

Ci siamo finalmente resi conto di quale sia il vero e più grande giogo che affligge il genere femminile in Italia, in questa nostra Italietta tutta stereotipi: calcio, pizza, mandolino e tarantella.

Il problema è, indubbiamente, il modo farsesco in cui le donne vengono rappresentate negli spot pubblicitari.

La moglie che serve marito e figli a tavola è superata, è out, è anche vagamente sessista e comunque contribuisce al degrado della donna nella nostra società.
A tavola serve la badante, la colf, la filippina, la peruanda senza permesso di soggiorno, che sono sempre donne eh, però vengono dal buco del culo del mondo e quindi va bene così.

Al massimo a cena, al giorno d’oggi, serve il padre, l’uomo, il fidanzato, magari l’amico di famiglia che quella sera è ospite. Oppure il figlio (maschio) ormai grandicello che inizia a spicciare le faccende di casa. Se proprio proprio vogliamo accettare un compromesso (comunque un filino misogeno) si serve una portata per uno e si lavano i piatti a mo’ di catena di montaggio fordista.

Che poi, diciamoci la verità, la famiglia oggi tutta insieme seduta in cucina non ci mangia neppure più. Il marito si scopa l’amante, la moglie pure, i figli si drogano, oppure giocano alla playstation, oppure tutt’e due.

Lampo di genio! Nuovo spot della Barilla, tre minuti di inquadratura fissa su una sala da pranzo vuota. Tanto durante la settimana sono tutti o a scuola o al lavoro e nel week end figurati chissene sbatte di passare del tempo in famiglia. Pubblicità dell’anno subito. Anche se non vendi nemmeno mezzo pacco di pasta.

All’estero poi! Volete proprio farmi parlare dell’estero? L’avete voluto voi. All’estero, diciamo in Svezia, mai e poi mai e poi mai, ma proprio mai mai mai, ma ti assicuro mai nella vita, giuro su mio cugino, avrebbero mai trasmesso uno spot con una donna (una donna!?!) che serve del cibo (del cibo capite!?!) a tavola alla sua famiglia. Perché?
Perché che cazzo, sono Svedesi! Non le fanno mica più quelle robe lì. La tavola è già imbandita alla prima inquadratura e via, si evita la polemica, oppure in alcuni casi il cibo viene fatto fluttuare dai fornelli al piatto. Per dire il deficit tecnologico oltre che culturale in cui viviamo.

Un pubblicitario Amerikano poi, figuriamoci, piuttosto che schiaffare una donna nuda nello spot di una penna a sfera, brucerebbe la bandiera e prenderebbe la cittadinanza Afgana in men che non si dica.

 https://www.youtube.com/embed/5O2YxpISTKs/?rel=0&enablejsapi=1&autoplay=0&hl=it-IT 

Detto ciò, come monito per il futuro, ecco una breve lista (si ci piaccono le liste) di stereotipi sulla donna che d’ora in avanti ci impegneremo a combattere su queste pagine. Mai più donne che:

• mettono a letto il figlio rimboccandogli le coperte,
• puliscono la casa,
• accudiscono il marito malato,
• si fanno la doccia usando saponi,
• partoriscono,
• vanno a prendere il figlio a scuola,
• sono sedute sul sedile passeggero di una macchina,
• spingono una carrozzina,
• mangiano cibi dimagranti,
• stirano,
• intervengono al convegno “Donne e Media” leggendo un testo scritto da un ritardato.

Inizieremo fin da ora a lavorare sodo su quest’ultimo punto, perché ci sembra di percepire una certa urgenza al riguardo.