#CiaoMilano. Elogio di Enrique Balbontin, genio del marketing territoriale

Elogio di Enrique Balbontin. E questo, non perché sia tifoso della squadra giusta, nonché Club più antico d'Italia (dunque, votato alla sofferenza). Ma perché, molto più semplicemente, è un dannato...

Elogio di Enrique Balbontin. E questo, non perché sia tifoso della squadra giusta, nonché Club più antico d’Italia (dunque, votato alla sofferenza). Ma perché, molto più semplicemente, è un dannato genio. Della comicità, certo, ma anche del marketing del territorio. I primi indizi si erano già intravisti qualche anno fa, prima con le lezioni di “lingua savonese”, quindi con l’indimenticabile serie di sketch dedicati alla tipica accoglienza ligure, la famigerata “ospitalità-della-torta-di-riso”, lanciata da Balbontin assieme ad Andrea Ceccon e Fabrizio Casalino. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si trattava di alcune gag comiche in cui i tre mettevano a confronto l’ospitalità e l’accoglienza di altre regioni d’Italia (su tutte, l’Emilia Romagna) nei riguardi dei turisti stranieri e la classica avversione ai “foresti” che caratterizza molti (non tutti, molti) liguri. In pochi secondi i tre comici riuscivano a catturare perfettamente – ed enfatizzare, certo, ma in maniera esilarante – i difetti e le idiosincrasie di un popolo, quello ligure, che da decenni tenta di far convivere il desiderio di attirare turisti da tutto il mondo (“visit Liguria”, “Genova more than this”, ecc.) e sfruttare al meglio il patrimonio che offre il territorio con la voglia di essere lasciato in pace (“non menateci il belino”, “è ferragosto, hanno aperto le gabbie”, ecc.).

Ma l’ulteriore prova del genio dell’avvocato originario di Savona è giunta proprio negli ultimi giorni, grazie ai video “Ciao Milano” (accompagnati dall’hashtag #CiaoMilano, ça va sans dire) già diventati virali su Facebook e su YouTube. Brevissimi filmati girati con il telefono cellulare, nei quali Balbontin, affiancato dai Pirati dei Caruggi, mostra immagini della riviera ligure a febbraio, con un clima quasi estivo, sole-mare-palme, lanciando messaggi verso Milano e i milanesi, magari imbottigliati nel traffico o bloccati negli uffici. Una provocazione, naturalmente, che se da una parte può pungere nell’orgoglio qualche lombardo DOC o irritare esponenti del cosiddetto “nord produttivo” (fermi tutti: la Liguria è a nord? Dopo questi video, il dubbio sorge ancor più spontaneo), dall’altra non può che divertire il pubblico. Ma soprattutto, far comprendere agli stessi Liguri, nel caso non se ne fossero resi conto, la fortuna di vivere in una terra invidiata da molti, se vogliamo, nonostante tutto, un piccolo paradiso terrestre dalle elevatissime potenzialità.

È questo il nocciolo della questione. Perché per la promozione turistica del territorio, un video a costo quasi zero di qualche secondo di Enrique Balbontin con i suoi Pirati dei Caruggi, genuino, ironico, sincero, è capace di ottenere risultati uguali – se non superiori – di anni di convegni, summit e campagne dagli esiti più o meno fortunati. Il messaggio, per quanto semplificato, brutale e sarcastico, è diretto: altrove (in questo caso: Milano) c’è lo stress, qui (in questo caso: Liguria) si sta bene. Una provocazione, abbiamo detto, però efficace. Perché stravolgere il messaggio, o peggio fingere di essere ciò che non si è, se un filmato della serie virale #CiaoMilano, realizzato in pochi minuti, è capace di far venire l’acquolina in bocca (mista a un comprensibile senso di invidia) a centinaia di migliaia di persone da tutta Italia e tutto il Mondo che, come ogni anno, sono pronte ad affrontare le peggiori fatiche – code in autostrada, ore di treno, strade chiuse, lavori in corso, parcheggi salati – pur di spendere qualche ora o qualche giorno in riviera? E, magari, causare una divertente gara tra campanilismi, magari con qualche milanese pronto a rispondere alla sfida proponendo video in cui si esaltano le bellezze della Lombardia e si invogliano i liguri a fare shopping in galleria, per un inedito scambio culturale?

Dati i meriti conseguiti sul campo – non Marassi – sarebbe forse banale, oggi, lanciare la petizione per “Balbontin Sindaco” di Genova, anche se forse abbiamo la consapevolezza che, per lui, sarebbe impossibile fare peggio dei suoi predecessori (anzi). Sarebbe altrettanto scontato proporlo come Assessore al Turismo, della Regione, di Genova o di qualsiasi altro comune – e siamo certi che lui sia poco interessato. Siccome Enrique Balbontin è ormai patrimonio di tutti, senza distinzione tra destra, sinistra, centro, levante o ponente, per lui sarebbe probabilmente più idoneo un ruolo da Ambasciatore della Liguria, al di fuori dei confini regionali e, perché no, nazionali. Un’eccellenza su cui investire, al pari di pesto e focaccia al formaggio, poiché capace di attirare visitatori in maniera formidabile. Strappando un sorriso o una risata, facendo leva sull’orgoglio territoriale e, ultimo ma non in ordine di importanza, utilizzando i nuovi media e i social media per fare promozione. Una tripletta fantastica, roba che nemmeno il Diego Milito degli anni d’oro. E, siccome siamo in tema: quando parliamo di Diego Milito parliamo di quello del Genoa, non quello dell’Inter.