Election day

Arabic Portraits

Qualcuno dice che é un passo importante verso la democrazia. Altri che é solo una mossa di facciata per dare una parvenza di partecipazione politica alla popolazione. Una sorta di contentino per te...

Qualcuno dice che é un passo importante verso la democrazia. Altri che é solo una mossa di facciata per dare una parvenza di partecipazione politica alla popolazione. Una sorta di contentino per tenere la situazione tranquilla ed evitare quello che sta accadendo negli altri Paesi arabi.

Sta di fatto che domani, 24 settembre, i cittadini degli Emirati sono chiamati a votare per la seconda volta della loro, in effetti davvero molto breve, quarantennale storia. Dovranno “rinnovare” il Consiglio Federale Nazionale (una specie di Parlamento), con una riforma elettorale venduta come epocale apertura del Governo: vota un cittadino su sei, 70mila persone su una popolazione di 948.000 emiratini, contro i 6595 delle passate elezioni del 2006. Gli elettori continuano, però, a essere letteralmente scelti uno a uno dagli sceicchi dei sette emirati. Ricordo brevemente che la novità era stata introdotta a febbraio scorso, dopo che un gruppo di intellettuali emiratini aveva inviato una petizione allo sceicco chiedendo riforme, democrazia e suffragio universale.

I candidati sono 468, di cui 85 donne, per 20 poltrone disponibili. Gli altri 20 membri sono nominati direttamente dagli sceicchi. Tra le regole per la campagna elettorale, una lascia davvero senza parole: i candidati, nei loro messaggi, non devono fare promesse per risolvere i problemi del Paese. Certo, il Consiglio Federale é un organismo senza poteri, ma é come dire apertamente che questo voto non serve a cambiare o semplicemente a fare esprimere alla gente ciò che vorrebbe dai propri rappresentanti. Di fatto qualche promessa i candidati l’hanno fatta comunque, anche perché non avrebbero saputo quali discorsi fare in campagna elettorale. Hanno parlato di maggiore parità tra uomini e donne, di lotta alla disoccupazione, di nuovi poteri al Consiglio Federale.

“I miei coetanei occidentali – scrive un ragazzo sul forum di The Gulf News – rideranno di fronte a queste elezioni, dato che il Consiglio non ha vera autorità, ma questo é un paese giovane, senza storia di partecipazione politica. Per me queste elezioni sono un grande passo in avanti”.

E’ molto difficile vederla così, ma speriamo di sbagliarci.