Il potere dell’arte

Arabic Portraits

A Dubai manca la cultura? Facile, basta costruire il primo museo di arte moderna della Penisola arabica e il più grande teatro dell'opera del mondo. La notizia é di oggi, mentre é in corso la fiera...

A Dubai manca la cultura? Facile, basta costruire il primo museo di arte moderna della Penisola arabica e il più grande teatro dell’opera del mondo. La notizia é di oggi, mentre é in corso la fiera dell’arte di Dubai (Art Dubai). Il distretto culturale sorgerà, ovviamente, sotto il grattacielo più alto della terra, il Burj Khalifa. Certo, in un Paese che non brilla per sensibilità culturale e artistica, il modo più semplice per lanciare progetti del genere é presentarli come attrazioni da record. Era dal 2009, anno della grande crisi, che lo sceicco Maktoum non annunciava opere di portata così grande. Con sollievo di tutti, amanti dell’arte e non, Dubai ha ripreso i ritmi del passato: i gruppi di costruzioni (principalmente il colosso Emaar) saranno di nuovo impegnati al 100%. E arriveranno altre migliaia di operai dal sud est asiatico.

Intanto ad Abu Dhabi continuano i discussi lavori di Saadiyat Island, dove sono in costruzione i distaccamenti del Louvre e del Guggenheim. Dopo che diverse associazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato le condizioni disumane degli operai che stanno lavorando sull’isola della felicitá (questo il significato della parola araba Saadiyat), artisti di tutto il mondo hanno firmato un documento per boicottare il progetto e non esporre nei due musei. E qualche effetto sembra avere sortito: negli ultimi mesi, come sottolinea il recente rapporto di Human Rights Watch, le condizioni dei lavoratori sono migliorate, anche se non ancora abbastanza. Le autorità emiratine si sono impegnate a garantire i pagamenti degli stipendi e le assicurazioni sanitarie, vengono eseguite ispezioni per monitorare la sicurezza nei cantieri ed esiste perfino una hotline per segnalare abusi. Prosegue però, sottolinea l’associazione, la confisca dei passaporti da parte dei datori di lavoro e gli abusi non vengono puniti.

Qualche passo avanti, insomma, è stato fatto. E anche se le leggi sul lavoro e l’immigrazione sono le stesse in tutto il Paese, Abu Dhabi potrebbe davvero diventare un importante precedente. Rendendo il distretto artistico di Dubai degno di un altro primato: il primo grosso cantiere degli Emirati che rispetti la base dei diritti dei lavoratori.