La berretta sul buco: il Concistoro "riparatore" di Benedetto XVI

Il papa crea 6 nuovi cardinali non europei, e tutti i mezzi di informazione parlano di allargamento del “collegio elettorale” della Chiesa cattolica al Sud del Mondo, di Chiesa che si rinnova, di a...

Il papa crea 6 nuovi cardinali non europei, e tutti i mezzi di informazione parlano di allargamento del “collegio elettorale” della Chiesa cattolica al Sud del Mondo, di Chiesa che si rinnova, di abbandono dell’eurocentrismo, del grande papa-teologo che guarda lontano, di un pontificato che intende mostrare come la Chiesa sia veramente “cattolica”, cioè universale, cioè di tutti i popoli, che parla in tutte le lingue, che si incultura, e così via.

In realtà, il “piccolo concistoro” che si è celebrato il 25 novembre scorso a San Pietro, è l’evidente toppa alla clamorosa “buca” presa da Benedetto XVI nel febbraio scorso, quando nel precedente Concistoro Ratzinger aveva creato ben 22 nuovi cardinali, suscitando però mugugni, malumori e critiche dal mondo laico e cattolico.

Quella volta, infatti, si era trattata di una smaccata affermazione del centralismo romano e della Curia vaticana a scapito della Chiesa cattolica mondiale: a ricevere la berretta cardinalizia erano stati ben 7 presuli italiani sul totale dei 22, con 10 porporati scelti tra i capi-dicastero vaticani. Ma soprattutto, diversi di questi esponenti di Curia erano considerati assai vicini al cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone: Domenico Calcagno (presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), Giuseppe Versaldi (presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede), Francesco Coccopalmerio (presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi), Giuseppe Bertello (presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano), oltre a Santos Abril y Castelló (arciprete di Santa Maria Maggiore). Inoltre, nessuno dei nuovi cardinali veniva dall’Africa. Una circostanza ancora più clamorosa se si considera che Benedetto XVI aveva fatto visita al continente nero solo pochi mesi prima (novembre 2011). Così come sorprendente era stata l’assenza di nuove porpore tra gli arcivescovi latinoamericani, dove vive più della metà dei cattolici del mondo.

Così, dopo aver celebrato concistori sempre affollati di nuove berrette – nel 2006, 2007, 2010 e, appunto, del febbraio 2012 – Benedetto XVI torna a distanza di pochi mesi a creare nuovi cardinali. Stavolta però solo 6. E nessuno è italiano. Nemmeno europeo. Sono tutti appartenenti a continenti extraeuropei. Un ulteriore segno della lungimiranza del papa teologo o un frettoloso dietro front seguito alla disastrosa “campagna d’inverno”?