La celentanizzazione della politica e della religione

Attentialcane

Scrivevo qualche giorno fa sul rischio della celentanizzazione della politica. Cioè del verificarsi di quel singolare fenomeno per cui ci si fa dettare la linea da scrittori, attori e comici che di...

Scrivevo qualche giorno fa sul rischio della celentanizzazione della politica. Cioè del verificarsi di quel singolare fenomeno per cui ci si fa dettare la linea da scrittori, attori e comici che dichiarano di non capirla, la politica, ma che si ritengono migliori di chi la politica la fa. Dicono: io non sono un tecnico, sono poco più che un osservatore, faccio il musicista, l’architetto, la comparsa, tuttavia, ciononostante, però… E in forza di questo atteggiamento paraculetto vengono intervistati, vezzeggiati, consultati per la formazione del governo e… sì, insomma fanno marketing.

Bene, ieri apro la Repubblica e a pag. 9 trovo un articolo – o meglio, una lettera – di Adriano Celentano al direttore Ezio Mauro. Una paginata con tanto di foto e un bel disegno di Milo Manara: “L’amore universale”, tratto dal cartoon “Adrian”. La lettera è istoriata – come sempre accade per i pezzi del molleggiato – da alcune parole in maiuscolo, ritenute particolarmente significative per lo sviluppo del ragionamento (STRONZATE, ELEGANZA, ASSASSINO).

A parte l’appello finale a Beppe Grillo di non tirare troppo la corda – l’unica cosa comprensibile che emerge da una prosa involuta, tortile e autoreferenziale – sono rimasto piuttosto colpito dal sobrio incipit. Parte da Papa Francesco, il molleggiato. “Se il Papa dovesse scrivere una lettera a Grillo e Bersani – dice – immagino che le parole sarebbero più o meno queste: cari fratelli, amate i vostri nemici, almeno in quei TRE punti di governo che piacciono a Grillo”. E ancora: “Non c’è Amore più grande di due nemici che, per il bene del popolo italiano, decidessero di incontrarsi sulla via di Damasco”.

Ora, al di là della sostanza (l’Amore) – che spiega anche il disegno di Milo Manara (Grillo sta sopra?) – ci interessa la forma. In piena settimana santa Celentano sente il dovere di interpretare autenticamente il pensiero petrino. “Questo direbbe il Papa – chiosa il cantante – e ne sono certo”. Capito? Ne è certo. No dico, qua oltre che guru politico ci diventa anche Dottore della Chiesa. Così dopo Tommaso d’Aquino Doctor Angelicus e San Bonaventura da Bagnoregio Doctor Seraphicus avremo anche il Doctor Maiusculus. O preferite Molleggiatus?