La Moretti e la nuova politica-social network: poco "lady" molto "Like"

Doppio (s)malto

Se ne parla, se ne stra-parla, e affrontare il tema femminile in politica è difficilissimo… luoghi comuni e ipocrisia, femminismo e simil-femminismo sono sempre dietro l’angolo, infarciti della sol...

Se ne parla, se ne stra-parla, e affrontare il tema femminile in politica è difficilissimo… luoghi comuni e ipocrisia, femminismo e simil-femminismo sono sempre dietro l’angolo, infarciti della solita diatriba: è meglio la Bindi o la Minetti, c’è differenza tra la Boschi e la Carfagna?

La volete una risposta? Non me ne frega niente, non ce ne deve fregare niente, perché improvvisamente ho capito, grazie all’intervista di Alessandra Moretti sul Corriere, che la politica è finalmente cambiata. E sapete perché è cambiata? La Moretti affronta i problemi veri: i peli superflui.

Perché lei, che parla spesso al plurale maiestatis (non ho ancora capito se intende le politiche, solo le politiche del Pd, o tutte le donne in generale), ha bisogno di andare dall’estetista ogni settimana… meno male, e io che pensavo che ci raccontasse delle nuove riforme, di come pensa di governare una regione preziosissima come il Veneto. E invece no, lei deve andare dall’estetista, e non solo per fare le mèches (di solito si fanno dal parrucchiere, ma evidentemente lei ha l’estetista multi-tasking) ma anche – uomini copritevi gli occhi e le orecchie – per farsi fare la ceretta! Non vorrà mica andare agli appuntamenti galanti con Massimo Giletti pelosa come la sorella dell’orso Yoghi e un’orrenda ricrescita bianca sui capelli che neanche la tinta del miglior Berlusconi può arginare?

Ma già che siamo in tema, sono veramente molto curiosa, da donna a donna: ma la ceretta a caldo o a freddo?  E tutta gamba o solo mezza? Braccia, baffetti e inguine compresi?  E quanto spende? Che colore preferisce ai capelli? Fa solo la tinta o anche mani e piedi?

Ah, comunque, cara Moretti, parafrasando una sua parte di intervista, il mondo è cambiato: non è più quello di trent’anni fa, quindi le mèches non vanno più… ora i parrucchieri ti propongono shatush,  degradé e bronde. E la parola “ladylike” è tanto agée ma, soprattutto, non ha mai trasformato colei che la pronunciava in una vera lady.

Se con la Minetti il benefit dell’elettore poteva essere l’igiene dentale gratis, aspettate che la Moretti ci salvi con il grido “ceretta per tutti”… Non mi è ancora chiaro se è più fastidiosa la prima con la sua sonda parodontale o la seconda con la ceretta calda, ma questa diatriba sarà affrontata solo nel prossimo consiglio dei Ministri!

Benvenuti nella nuova politica-social network: poco “lady” molto “Like”