La prof Carrozza premia "l’ultimo della classe"

A volte predicare il merito non basta. Bisogna passare dalle parole ai fatti, altrimenti le parole si disperdono nell’aria. È il caso del neo ministro dell’Università e della ricerca Maria Chiara ...

A volte predicare il merito non basta. Bisogna passare dalle parole ai fatti, altrimenti le parole si disperdono nell’aria. È il caso del neo ministro dell’Università e della ricerca Maria Chiara Carrozza che da settimane, a parole, professa una società meritocratica. Eletta per la prima volta parlamentare con il Pd nello scorso febbraio, in quota “società civile”, e poi nominata ministro da circa due mesi, non ha perso tempo a piazzare un allievo della Scuola Sant’Anna, prima come assistente parlamentare, e poi come segretario particolare all’interno della “segreteria del Ministro” con un indennità di 67 mila euro l’anno. 

Nulla quaestio sul fatto che il ministro si porti a Roma una persona di sua fiducia, e, sopratutto, un giovane. È giusto e auspicabile. Il punto è un altro: la nomina, incoerentemente rispetto alle parole del ministro,  sembra non seguire principi meritocratici. Anzi. L’allievo prescelto si chiama Marco Bani, e non ha un curriculum d’eccezione. Laureato all’Università degli Studi di Pisa in informatica umanistica, il giovane Bani entra alla Scuola Sant’Anna, la stessa nella quale è stata rettore il Ministro Carrozza, per un dottorato in scienze politiche. «Un fatto strano», lamentano alcuni studenti dell’ateneo pisano «perché non avrebbe avuto le competenze per accedere al corso di eccellenza», nel senso che arrivava da una laurea differente, di taglio umanistico. 

O forse avranno pesato le ottime entrature del padre. Il ragazzo è figlio di Lorenzo Bani, Presidente dell’Apes, le case popolari pisane, e uno degli uomini più influenti in città. Bani senior è molto amico di Umberto Carpi, ex sottosegretario all’industria quando Pier Luigi Bersani era al dicastero di via Veneto. E Carpi, uno degli uomini più rappresentativi del sessantotto pisano, professore di Lettere all’Università, e, guarda un po’, legatissimo al neo ministro. Insomma il cerchio si chiude.

Tuttavia bisogna spiegare al giovane Bani che non è il “segretario generale presso il Ministero della Pubblica istruzione”, come scrive sulla sua pagina facebook. Il segretario generale è una figura prevista soltanto da alcuni Ministeri, non dal Ministero dell’Università e della ricerca.

Twitter: @GiuseppeFalci