Lavoratore vs. Consumatore

L'Itabolario

Per alcuni giorni è impazzata la querelle sul Primo maggio. Negozi aperti o negozi chiusi? Ha ragione Renzi o la Camusso? Soliti schieramenti, editoriali già pronti e via col tango. Nel frattempo a...

Per alcuni giorni è impazzata la querelle sul Primo maggio. Negozi aperti o negozi chiusi? Ha ragione Renzi o la Camusso? Soliti schieramenti, editoriali già pronti e via col tango. Nel frattempo a Roma i negozi non vendono quasi nulla.
Ho trovato molto interessante il commento di Antonio Polito sul Corriere (http://archiviostorico.corriere.it/2011/aprile/27/chi_Consuma_Lavora_non_Sporca_co_8_110427033.shtml). Chiamato in causa, mi sono colto leggermente in fallo: è vero, mi sento emotivamente più prossimo al cittadino-lavoratore che al cittadino-consumatore. Perché? Che senso ha privilegiare un solo lato della stessa medaglia? Non sarebbe più utile, forse, ragionare sull’eventualità che «consumare» non voglia dire solo rimpinzarsi ma anche elevarsi (senza arrivare agli ineffabili consumi culturali)? La sinistra potrebbe in effetti riflettere su tutto questo, traendone anche un beneficio. Soffermandosi su alcune contraddizioni. Come scrive Polito, nessuno si sognerebbe di fermare treni, autobus, navi il Primo maggio. Eppure in Israele, di sabato – tutti i sabati! – i mezzi pubblici rimangono al parcheggio (e non è detto che sia un bene). Come dire, quello che ci appare scontato forse non lo è. Pensiamoci, senza strillare.