Lavoro a turni: la salute ne risente fortemente

La salute del serpente

Buonanotte Omar! E buon lavoro fino a quando smonterai dal turno al garage della piazza dove porto il mio labrador Ofelia per la sua passeggiatina notturna e buonanotte anche a te dottor Francesco,...

Buonanotte Omar! E buon lavoro fino a quando smonterai dal turno al garage della piazza dove porto il mio labrador Ofelia per la sua passeggiatina notturna e buonanotte anche a te dottor Francesco, mentre ti vedo abbassare la saracinesca della farmacia: a mezzanotte termina il servizio a porte aperte e ti prepari per quello a battenti chiusi, anche tu fino alla nuova apertura mattutina delle 8.30. Così vale per Maria, infermiera, per Giovanni, medico, per Danilo, tassista.

E’ un palpitare più lento il ritmo dei lavoratori della notte quando il buio accompagna il silenzio che segue ad una vorticosa giornata. E’ un pullulare sommesso quello di tanta gente che svolge i turni di notte.

Questo è il vero popolo della notte, quello che va a lavorare alle 20 o a mezzanotte e poi dritto fino alla mattina che lo porterà a riposare qualche ora quando gli altri si alzano.

Oggi proprio questa fetta di lavoratori è sotto la lente di ingrandimento per studiare e indagare la vita atipica dei turnisti al fine di verifcare quale sia l’impatto sulla salute dei loro ritmi lavorativi.

Il numero di tali lavoratori non è affatto trascurabile: sono uno su cinque in Europa e consiste nello svolgere le ore non secondo regolari contratti diurni di otto ore, ma in turni notturni, a rotazione, o in ore irregolari.

La conseguenza sulla salute è presto detta: paragonati con individui che lavorano le tipiche 8 ore giornaliere, i soggetti che lavorano a turni presentano un maggiore rischio per alcune patologie, quali l’obesità, il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari, problemi digestivi e naturalmente disordini del sonno e depressione.

Si può persino riscontrare una carenza di vitamina D (per la ridotta esposizione alla luce del sole). Per esempio, i dati di un’ampia indagine meta-analitica pubblicata il 26 luglio 2012 sul British Medical Journal, frutto di una cooperazione canadese-norvegese-svedese, prendono in considerazione 34 studi con il coinvolgimento di oltre 2 milioni di persone e stabiliscono un incremento del 23% dei rischi di infarto, del 24% di eventi coronarici e del 5% di ictus cerebrali fra i turnisti.

Lo stesso si può dire per il diabete: sembrerebbe che il mancato sonno o comunque un ritmo sballato delle ore di riposo rispetto a quelle di veglia, impedisca all’organismo di controllare correttamente i livelli di zuccheri presenti nel sangue.

Per i lavoratori turnisti è stato evidenziato in aggiunta un calo dell’8% del metabolismo a riposo, con conseguente aumento di peso di circa 5 Kg in un solo anno.

Quindi c’è una predisposizione al sovrappeso: chi lavora di notte ha più difficoltà a dormire durante il giorno, e questo altera l’equilibrio biologico dell’organismo.

Ed è proprio l’alterazione del metabolismo il fenomeno che sta alla base delle minacce alla salute.

In queste situazioni che potremmo definire di stress fisiologico si alterano i ‘ritmi circadiani’ dell’organismo umano, conosciuti anche come “orologio biologico”, che sono un insieme di fluttuazioni fisiologiche all’interno delle 24 ore, fluttuazioni che sono soggette alla luce solare e alla temperatura.

Il lavoro a turni può modificare la distribuzione di energia nel corso della giornata. Il turnista tende a fare dei frequenti spuntini piuttosto che dei pasti completi.

Ma sono ancora troppo pochi gli studi che hanno valutato con attenzione l’apporto dei nutrienti e l’impatto del numero di spuntini. L’evidenza è però che la privazione dei pasti in famiglia o con gli amici alla quale corrisponde l’abitudine a mangiare in solitudine è un fattore determinante sulla scelta della qualità del cibo e della sua modalità di assunzione. Infatti durante il lavoro il tempo per il pasto non è mai considerato una priorità e dunque può sottostare a problemi di personale e di orari e lo snack rapido e veloce diventa il subdolo compagno notturno che placa la fame improvvisa.

Bisogna, tuttavia, attendere ricerche più approfondite per conoscere il rapporto tra orologio biologico, stile di vita e metabolismo dei lavoratori a turni.

Per il momento l’EUFIC (EUropean Food Information Council) ha stilato alcuni suggeriemnti per turnisti e datori di lavoro, magari da girare anche al nostro Ministero della Salute e a quello del Welfare:

  • Negli ambienti lavorativi si deve sviluppare una strategia nutrizionale che permetta di effettuare scelte salutari di alimenti e bevande in un ambiente tranquillo.
  • Gli orari dei turni devono essere formulati per permettere ai lavoratori di avere un tempo adeguato tra i turni per mantenere uno stile di vita salutare, con dei pasti regolari e degli adeguati tempi per l’esercizio fisico e per il riposo.
  • I lavoratori a turni dovrebbero cercare di avere un ritmo di assunzione di alimenti il più possibile normale. Evitare di mangiare nel periodo che va da mezzanotte alle sei del mattino; e cercare di mangiare all’inizio e alla fine del turno. Ad esempio, chi lavora nel turno del pomeriggio dovrebbe assumere il pasto principale nel mezzo della giornata, piuttosto che a metà del turno. Chi lavora di notte dovrebbe mangiare il pasto principale prima di iniziare il turno, alla solita ora di cena.
  • Fare la colazione prima di andare a letto di giorno evita che ci si possa risvegliare per la fame. Tuttavia, questa prima colazione deve essere leggera, una colazione troppo pesante (effettuata 1 o 2 ore prima di coricarsi) può rendere difficoltoso prendere sonno.
  • Bere regolarmente aiuta a prevenire la disidratazione che può aumentare la sensazione di fatica.
  • Sostanze stimolanti come la caffeina possono rimanere nell’organismo diverse ore dopo l’assunzione e possono aumentare la vigilanza e pertanto interferire con il sonno. Se i turnisti sentono la necessità di caffeina durante il loro turno, devono cercare di assumerla all’inizio dello stesso per passare con il progredire delle ore a bevande senza caffeina. È bene evitare di assumere alcool per riuscire ad addormentarsi.

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