L’imprenditore che sequestra il giornalista

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Succede nella "Brianza Felix", che il numero due di Confindustria Monza sequestri per un'ora un cronista. Lo sequestra perché il valido giornalista de L'Espresso Fabrizio Gatti, è andato a chiederg...

Succede nella “Brianza Felix”, che il numero due di Confindustria Monza sequestri per un’ora un cronista. Lo sequestra perché il valido giornalista de L’Espresso Fabrizio Gatti, è andato a chiedergli conto di un intreccio di interessi che dal clan dei Casalesi arriva proprio nei suoi uffici.

Così, Mario Barzaghi, imprenditore e numero due di Confindustria Monza, dopo aver sostanzialmente ammesso la collaborazione tra una società di cui egli era azionista insieme ai familiari del sindaco leghista di Seregno, Giacinto Mariani, e del capitano dei locali carabinieri Luigi Spenga, e la Simec un’azienda sequestrata lo scorso ottobre dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere perché ritenuta del clan dei casalesi, pensa evidentemente alle conseguenze. Risultato: per un’ora sequestra il cronista.

Alla richiesta di spiegare meglio il suo ruolo, riporta il sito del settimanale L’Espresso, il vicepresidente di Confindustria si alza minaccioso dalla scrivania. Pretende la cancellazione dell’intervista e impedisce all’inviato de l’Espresso di uscire. Si avvicina più volte con i pugni stretti. Promette di spaccare il muso al giornalista: «Lo ammazzo io questo qua. Lo accoppo. Perché di qua el va foeura no», di qua non esce, «almeno vado in galera, ma vado in galera a ragion veduta». Continua così per un’ora. E quando arrivano i carabinieri ribadisce: «Perché il signore deve ringraziare Gesù Cristo di non incontrarmi per strada poi. Sì, sì, sono minacce proprio».

L’inchiesta di Gatti è su L’Espresso in edicola, e su internet ci va il video del sequestro. Non è necessario fermarsi a spiegare qui i motivi degli intrecci che portano a braccetto le imprese del nord con altre aziende nelle disponibilità dei clan. Su queste pagine virtuali ne abbiamo raccontato spesso le sfaccettature di questo intreccio tra politica-impresa e mafia, anche nella Brianza Felix.

Prendendo spunto da questa vicenda, mi chiedo, a titolo personale, cosa pensino nella Confindustria dei Lo Bello e dei Montante, che si dedicano agli aspetti della legalità nell’impresa, del comportamento del signor Barzaghi, vicepresidente di Confindustria Monza comportamento. Ci si aspetta un cenno, magari da queste parti.