Nazionalizzare l’ILVA

Rotta verso il mercato

l’articolo 42 della Costituzione recita:[...] La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la ...

l’articolo 42 della Costituzione recita:

[…] La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale. [..]

La partita a poker giocata dai Riva proprietari dell’ILVA deve terminare subito. Acquistata l’acciaeria di Taranto nel 1995 dall’ IRI che l’aveva malamente gestita per troppi anni, è innegabile la furberia con cui si è cercato di evitare le spese per limitare l’inquinamento. L’evidente do ut des, i Riva sono i primi azionisti italiani di Alitalia, cui hanno generosamente contribuito nella chiara speranza che il Governo Berlusconi chiudesse non uno, ma due occhi a Taranto è scandaloso.

Ora si chiudono le fabbriche per rappresaglia contro la Magistratura che cerca fondi per i dovuti lavori anti-inquinamento. Il Ministro Zanonato prontamente annuncia l’erogazione della Cassa Integrazione, a carico della collettività e così pensa di aver concluso il proprio lavoro.

Tanto basta per inserire i Riva nella categoria rogue e in cima alla classifica dell’irresponsabilità sociale. La Costituzione parla chiaro e chiaro è che i Riva hanno assicurato l’esatto contrario della funzione sociale, così come è necessario che Taranto continui ad operare, assicurando però l’uso dei migliori accorgimenti per evitare guai alla salute dei cittadini.

l’ILVA va nazionalizzata, subito. Non è un tabù, la Gran Bretagna ha nazionalizzato le banche, De Gaulle nazionalizzò la Renault collaborazionista. Anche Monte Paschi dovrebbe essere nazionalizzata, se disgraziatamente il risanamento non riuscisse.

Naturalmente la nazionalizzazione deve essere temporanea e finalizzata da subito alla vendita a nuovi padroni, meno propensi alla furbizia e più coscienti di avere una forte responsabilità sociale e verso gli altri settori produttivi che dipendono dall’approvvigionamento di acciaio..