Pazza idea: una lista allegra e indipendente al CNSU

L’agente Mormora

Un po’ come vorremmo accadesse spesso nella vita, non solo nella politica o nei suoi derivati studenteschi: quando qualcosa non ti garba, sei tu che tenti di fabbricare un’alternativa concreta. Det...

Un po’ come vorremmo accadesse spesso nella vita, non solo nella politica o nei suoi derivati studenteschi: quando qualcosa non ti garba, sei tu che tenti di fabbricare un’alternativa concreta. Detto, fatto. Così nasce un’esperienza tutta scalcinata eppure sincera ed a tratti folle che porta un nome impegnativo: UniLab – SvoltaStudenti – La Confederazione. Una piattaforma per il confronto tra studenti, senza pettorine dell’appartenenza sindacale o consociativa: “davanti alla complessità del mondo universitario, scoprire una varietà di idee e proposte è, secondo noi, necessario per raggiungere soluzioni efficaci”: chiosano loro. Sono completamente autofinanziati (le paghette della nonna e le colllette degli amici) e orfani di padrini: mettetevelo nella zucca.

Andiamo in ordine, però, il 21 e 22 maggio prossimi – che sono un martedì ed un mercoledì – gli studenti di tutte le università italiane (pubbliche e private) saranno chiamati a rinnovare i propri rappresentanti in seno al CNSU, che potrebbe essere una parola semplice e tutta nuova da giocarsi su Ruzzle ma in realtà è un “organo nazionale consultivo di rappresentanza degli studenti” in grado di formulare pareri e proposte al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. Può formulare proposte e può essere sentito, può rivolgere quesiti al Ministro circa eventi di rilevanza nazionale riguardanti la didattica e la condizione studentesca, cui è data risposta entro 60 giorni. In soldoni, si occupa di crediti formativi, placement, sbocco alle professioni, test di accesso, diritto allo studio. Esiste e potrebbe funzionare ancora meglio.

Con foggia inedita e cromatura blu-arancio, otto studenti di università differenti del collegio Nord Ovest, vale a dire Lombardia – Piemonte – Liguria si son ritrovati a condividere la sfida ambiziosa di una corsa a perdifiato nella competizione che vede schierate le classiche sigle dell’attivismo politico studentesco. Non finisce qui: l’esperienza maturata nelle diverse università di Milano, Torino e Genova ha prodotto un programma ambizioso e concreto (appello sincero alla Ministro o chi per lei, dia una Letta a questo link), si respira aria buona. La traccia genetica è presto detta: nel deserto della politica tricolore, meglio farsi tuareg e mettersi in cammino verso il meglio. “Zero ideologie e tante buone idee”, vi racconterebbero questi tizi ansiosi e determinati, se li incontraste. Sono spaesati e sempre di corsa, credevano di impantanarsi già nella fase della raccolta firme, invece hanno riempito tutti i moduli necessari ed oggi sono ai blocchi di partenza.

Propongono obiettivi da raggiungere #atutticosti ed idee realizzabili #acostozero (a certificare i loro vent’anni freschi di innovazione, immagino basti il cacelletto twittero prima degli slogan). Dal diritto sacrosanto alla visione del compito dopo la correzione del docente all’indicazione dei testi di riferimento nei test d’accesso alle facoltà a numero chiuso o programmato. Dalla semplificazione dei bandi di mobilità internazionale alla diffusione matura dei double degree. Dalla rinuncia alla regola medioevale del 105 minimo per la partecipazione ai concorsi alla rivitalizzazione dei campus urbani degli atenei italiani. Molte idee ed affatto confuse. Chi si impegna a realizzarle ha un’invidiabile carriera di successi nell’attività di rappresentante d’istituto al liceo ovvero nei senati accademici delle università di provenienza.

Dalla Bocconi alla Statale, dal Politecnico allo Iulm, dalla Bicocca alla Cattolica, qui trovate anche tutte le loro facce, son sconosciute e pulite – al netto delle occhiaie da notti insonni: magari ci avete fatto il liceo assieme ed erano delle schiappe in fisica. Sono, in ordine rigorosamente alfabetico, Angelo Antinoro – giurista al suo terzo anno di studi e rappresentanza in Bocconi, Stefano Castoldi – secondo anno di Giuris in Statale a Milano, Vincenzo Giannico – ingegnere gestionale del PoliMi, Antonio Giglio – quarto anno di Giuris in Cattolica, Mauro Fernando Grassi – coraggiosa matricola di ingegneria chimica al Politecnico di Torino, Rebecca Ravalli – grintosa giurista all’Università degli Studi di Torino, Alessandro Zocca, studente e rappresentante allo Iulm di Milano.

Ultima raccomandazione, approfondite il tema. Fischiateli o sosteneteli. La prima idea #acostozero è informarsi #atutticosti ed andare a votare. Avete visto mai che una banda allegra sbarchi a Roma con la sventurata idea di rompere le scatole alla neoministra, senza sudditanza alcuna?

Ah, esattamente: questo mio era proprio un endorsement, per quel che vale.

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