Sainkho Namtchylak, Arto Lindsay e Giuliano Pisapia

PAPAGENO - Incursioni nella musica d’oggi

 Ieri sera concerto conclusivo di Music Workshop, rassegna che si è svolta nelle ultime tre settimane al Teatro dell’Arte di Milano nata da una coproduzione Triennale-Ponderosa Music & Art. Il ...

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Ieri sera concerto conclusivo di Music Workshop, rassegna che si è svolta nelle ultime tre settimane al Teatro dell’Arte di Milano nata da una coproduzione Triennale-Ponderosa Music & Art.
Il programma era notevole: dodici serate tra elettronica, improvvisazione, pop, le turcherie di Mercan Dede, un concerto su poesie di Majakovski, i Kraftwerk rivisti dal Balanescu Quartet e due lezioni di rock a cura di Enzo Gentile per imparare a suonare come Jimi Hendrix e Tom Waits.
Il vertice è stato raggiunto ieri sera, con la straordinaria Sainkho Namtchylak accompagnata da Arto Lindsay.
Lei ha una voce incredibile. Viene dalla Siberia meridionale, vicino alla Mongolia – e si sente dalle melodie che a noi sembrano cineseggianti. Conosciuta un tempo come cantante folk, ha poi sviluppato un suo personale modo di fare musica utilizzando elementi e tecniche delle tradizioni lamaiste e sciamaniche, e in particolare del canto Xöömej. E così le viene naturale ad esempio cantare note distanti sette ottave (immaginate un pianoforte) e realizzare polifonie vocali, cioè emettere più suoni contemporaneamente.
Lui, cantautore e chitarrista che ama fondere ritmi e melodie di culture e generi diversi, anche con un po’ di provocazione, è affezionato a Milano. E poiché gli piace seguire le vicende politiche delle città che visita nelle sue tournée, nei giorni scorsi ha voluto esprimere la sua preferenza firmando un appello per Pisapia sindaco.