Sciopero di tutte le donne per fermare il femminicidio!

A piedi nudi

Non era mai successo prima d’ora. Evidentemente siamo arrivati proprio al “tappo” se Barbara Romagnoli e Adriana Terzo due giornaliste freelances, insieme a Tiziana Dal Pra, presidente del centro i...

Non era mai successo prima d’ora. Evidentemente siamo arrivati proprio al “tappo” se Barbara Romagnoli e Adriana Terzo due giornaliste freelances, insieme a Tiziana Dal Pra, presidente del centro interculturale Trama di Terre, hanno deciso di coinvolgere tutte le donne delle istituzioni, delle arti e dei mestieri a proclamare e quindi aderire a uno sciopero. Lo fanno con una lettera rivolta alla presidente della Camera, Laura Boldrini, alla segretaria della Confederazione Generale del Lavoro, Susanna Camusso e alla vice-ministra del Lavoro e Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità, Maria Cecilia Guerra e a tutte le donne di questo Paese.

Il primo pensiero va a Fabiana, bruciata viva dal fidanzatino di appena sedici anni. Pensavamo, dicono le promotrici, fosse questo “un punto di non ritorno. Invece no. L’insulto che è stato rivolto alla ministra Cécile Kyenge – da un’altra donna – dice molto più di quanto non vogliamo ammettere. E di fronte ad una violenza verbale simile, non ci sono scuse o giustificazioni che tengano. Noi non siamo mai state silenziose, abbiamo sempre denunciato questi fatti, le violenze fisiche e quelle verbali. Ma non basta”. Non basta più, infatti, nonostante il lavoro proficuo dei centri antiviolenza di questi ultimi anni e l’annuncio di leggi che non arrivano. Un tempo lungo per tutto. Troppo lungo. Perché nel frattempo vengono scritti fiumi di inchiostro su tante di noi di cui si sono perse le tracce per poi ritrovarle “seppellite” nei congelatori di casa,o murate vive in vecchi casolari o bruciate come stoppie nei campi incolti. Una violenza senza fine a cui tutti e tutte dobbiamo dare assolutamente uno stop. “Chiediamo che la parola femminicidio non venga più sottovalutata, svilita, criticata. Perché racconta di un fenomeno che ancora in troppi negano, o che sia qualcosa che non li riguarda”.

Il tam tam su una giornata di sciopero da decidere insieme è iniziato da più di due settimane e la risposta è stata forte e importante. Tantissime le adesioni per tentare di fermare questo atteggiamento padronale e maschilista che negli ultimi tempi, e mai come ora, intacca e lacera un tessuto sociale e culturale che sembrava aver accettato i progressi a fatica conquistati. Evidentemente non era così. Evidentemente una donna che pensa e agisce in piena autonomia non può e non deve essere tollerata. Basta un nonnulla a volte e la violenza si scatena senza limiti. Senza freni. E la donna, quella donna che ha tentato in tutti i modi di affermare se stessa, la sua vita, i suoi interessi e la sua personalità, diventa una fredda statistica. Un numero da aggiungere alla cronaca di questi ultimi anni.

Aderiamo tutti!

Il link che spiega come aderire all’iniziativa

http://giulia.globalist.it/Detail_News_Display?ID=57787&typeb=0&scioperiamo-Per-fermare-la-Cultura-della-violenza