Signoramia Littizzetto, me par

Attentialcane

Sono in auto. Sabato mattina. Sto andando a fare lo spesone settimanale al super. Sfrequenzo alla ricerca di qualcosa che mi tiri un po' su. Ecco Radio Deejay. Luciana Littizzetto sta conducendo in...

Sono in auto. Sabato mattina. Sto andando a fare lo spesone settimanale al super. Sfrequenzo alla ricerca di qualcosa che mi tiri un po’ su. Ecco Radio Deejay. Luciana Littizzetto sta conducendo insieme a Vic La Bomba, me par. Mettono musica, parlano di attualità, fanno battute. La Littizzetto è molto brava. Parla con calma, tiene un profilo meno stridulo che in tv, le gag sembrano più pensate. E’ la radio, dopotutto. A un certo punto si parla della tragedia della Sardegna. “Quello che mi chiedo – dice (riporto a memoria) – è perché si continua a parlare di evento straordinario… ne capita uno ogni anno”. E ha ragione. Genova, Le Cinque Terre, Sarno. E c’è come un rimprovero sanculotto nella sua voce. Il sottotesto è: e il territorio sventrato, e la cementificazione, e il profitto a tutti i costi eccetera. Poi spara il tracciante luminoso che non ti aspetti: “E’ cambiato il clima”. Signoramia, verrebbe da aggiungere, ma non lo aggiungi perché stai andando a fare lo spesone al super e magari sei un po’ nervoso (ed un motivo ci sarà, come canta Ligabue). Bene, è-cambiato-il-clima. Una roba che si sente dal parrucchiere, al bar, in fila alle poste. E a La bomba il sabato mattina. Poi l’altro conduttore fa: “Comunque ho sentito l’intervista a un vecchio sardo che considero l’archetipo del vecchio saggio”. “Ah”, fa la Litti pacatamente. “Diceva – continua l’altro – che queste cose ci son sempre state in Sardegna”. “Essì”, fa lei. Me par.