Trump e Teheran sanno fare i botti

Due o tre cose che so del mondo

È nella notte di ieri che è arrivata la risposta irachena per l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, capo delle forze speciali delle Guardie della Rivoluzione.Tre missili sparati da ...

È nella notte di ieri che è arrivata la risposta irachena per l’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani, capo delle forze speciali delle Guardie della Rivoluzione.

Tre missili sparati da un drone nel cielo di Baghdad e finiti sull’auto del generale, non lontano dall’aeroporto: «Whaaam!», lo stesso suono che fa il missile del Republic P47 Thunderbolt quando colpisce l’altro caccia nel quadro di Lichtenstein.

Il presidente Usa sa fare i botti, anche se dopo Capodanno. Questo il messaggio.

E sanno fare i botti pure gli iraniani, e li fanno nella notte di ieri, con quindici testate balistiche a corto raggio antecedute dall’avviso: «Stiamo per lanciarli».

Nessun ferito dunque nelle basi di al-Asad ed Erbil, né americano né iracheno né Italiano: Mattarella, Conte, Guerini state tranquilli.

Al momento non c’è da proteggere niente e nessuno. Se mai dovesse capitare, levatevi dalle palle.