15 Febbraio Feb 2011 1929 15 febbraio 2011

«Ma non sarà affatto un processo-lampo»

«Ma non sarà affatto un processo-lampo»

Silvione

Il premier può essere condannato in primo grado all’interdizione dai pubblici uffici?

Sì, ma senza conseguenze immediate. Come tutte le pene accessorie, infatti, l’interdizione ha effetto solo a condanna passata in giudicato. Quindi: dopo il terzo grado di giudizio o dopo la scadenza dei termini del ricorso se la sentenza non viene impugnata.

Ma Berlusconi rischia di vedersi togliere pure il titolo di Cavaliere?
Sì (sempre a sentenza passata in giudicato). L’interdizione dai pubblici uffici prevede infatti anche la perdita dei gradi e delle onoreficenze, tra cui quello di Cavaliere del lavoro. Secondo alcune linee giurisprudenziali può essere tolto anche il grado di dottore, in quanto la laurea è conferita dallo Stato.

I legali del premier possono ancora richiedere di spostare il processo per concussione al tribunale dei ministri?
Certo. Il principio è generale. Alla prima udienza – pena la decadenza – i legali possono sollevare le eccezioni di incompetenza a giudicare del foro di Milano. Lo stesso vale per la questione territoriale nel caso della prostituzione minorile (dove quasi sicuramente chiederanno uno spostamento a Monza).

E se il tribunale di Milano sarà giudicato competente?
A quel punto i legali del premier dovrebbero attendere la sentenza definitiva, perché la decisione sulla competenza è una “ordinanza emessa nel corso del procedimento” e quindi può essere impugnata solo contestualmente all’esito.
Ovviamente sarà impugnata solo in caso di condanna, perché Berlusconi potrebbe essere assolto e allora sarebbe una nulla quaestio. C’è anche l’opzione teorica di un ricorso “per salto”, ma è difficilmente ipotizzabile per questioni di opportunità.
Ben diverso il quadro se fosse il Parlamento, come si è ventilato in questi giorni, a sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri. In quel caso, sarebbe la Corte costituzionale a decidere e, ovviamente, il giudizio sarebbe vincolante per il tribunale ordinario.

I legali del premier possono far ricorso al legittimo impedimento?
Sì. Alla luce del recentissimo pronunciamento della Corte costituzionale che ha lasciato vigente il cosiddetto Lodo Alfano. Anche se la decisione della Corte è stata salomonica e il contenuto del Lodo è stato svuotato. Il punto fondamentale cambiato rispetto al passato è che di volta in volta sarà il giudice a determinare se il premier può o non può comparire (attraverso la verifica in concreto dell’impedimento) Non basta più una nota della presidenza del consiglio.

E se i funzionari della polizia presenti in questura la notte della telefonata di Berlusconi continueranno a testimoniare di non essere stati concussi?
La concussione è un delitto procedibile d’ufficio. Non è quindi nella disponibilità delle persone offese. Non si può dunque paralizzare l’azione penale a causa della negazione delle vittime. In questo caso poi parte lesa è il ministero dell’Interno.

È possibile che i tempi del primo grado siano molto brevi? Sui giornali si è letto anche di un mese...
Lo escludo. Mi sembra molto improbabile. Sarà assolutamente indispensabile (e i legali la richiederanno senz’altro) una perizia sulla trascrizione di tutte le intercettazioni. Circostanza che, vista la mole del materiale, richiederà tempo. E poi per la creazione delle prove testimoniali si renderà necessarta l’audizione di tutti i funzionari in questione. Stesso dicasi per la valutazione della consapevolezza di Berlusconi della minore età di Karima el Mahroug. La difesa produrrà molti testi a discarico e anche l’accusa dovrà portare testimoni. Quindi i tempi saranno lunghi. Processo immediato non vuol dire lampo. 

Abbiamo intervistato Paolino Ardia, avvocato penalista del Foro di Milano e Ph.D.

Molte di queste domande sono il risultato della curiosità dei lettori che ci hanno inviato numerose email nel corso della giornata. Se avete altri interrogativi sul processo a Silvio Berlusconi: redazione@linkiesta.it

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