15 Agosto Ago 2011 1558 15 agosto 2011

Il ddl per l’omicidio stradale è invano pronto da un anno

Il ddl per l’omicidio stradale è invano pronto da un anno

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Il governo sceglie la linea dura. Tolleranza zero contro i pirati della strada. In una delle prossime riunioni di Palazzo Chigi sarà presentato un ddl per introdurre nel nostro ordinamento il reato di “omicidio stradale”. La notizia è di poche ore fa. Ad annunciare la stretta i titolari dell’Interno e della Giustizia Roberto Maroni e Francesco Nitto Palma. «Dopo quello che è accaduto - ha spiegato il guardasigilli - crediamo che l’introduzione di un reato specifico sia una necessità». 

Già, in Italia funziona così. Perché si decida, deve prima accadere qualcosa. Meglio se mediaticamente eclatante. Una sorta di giustificazione preventiva in caso qualcuno non fosse d’accordo. Stavolta “lo stimolo” è la morte di quattro ragazzi francesi. Uccisi due giorni fa sull’autostrada A26 da un automobilista ubriaco che guidava contromano. E che, accusato di omicidio colposo come prevede il nostro codice, è già libero.

La notizia colpisce. Indigna. E costringe il governo a correre ai ripari annunciando nuove norme. Nuove per modo di dire. Perché il provvedimento proposto da Maroni e Palma gira in Parlamento da almeno un anno. Tra disegni di legge e proposte popolari l’idea di introdurre il reato di omicidio stradale è stata presentata almeno cinque volte. Anzi, in un caso è stata persino sottoposta all’attenzione del titolare del Viminale. Peccato che ogni volta il progetto sia stato messo da parte e dimenticato.

Il primo è stato il deputato dell’Italia dei Valori Antonio Borghesi. La sua proposta di legge risale addirittura a un anno fa. Depositata alla Camera il 14 ottobre scorso e assegnata alla Commissione Giustizia, non è mai presa in considerazione. Ancora più curiosa la vicenda del progetto del deputato leghista Davide Cavallotto. Un documento, anche stavolta, finalizzato ad aumentare le pene per chi causa un incidente stradale sotto l’effetto di alcol o droga. Dopo aver tentato, invano, di trovare un esponente del Pd disposto a controfirmare il testo, Cavallotto ha spedito la proposta di legge direttamente al ministro Maroni. Tanti complimenti. Poi anche questo progetto è finito in un cassetto.

Il presidente della commissione Trasporti di Montecitorio Mario Valducci lavora all’introduzione del reato di omicidio stradale da diversi mesi. Dallo scorso giugno, invece, alcune associazioni di familiari delle vittime hanno iniziato una raccolta di firme per presentare una proposta di legge popolare. Un’iniziativa sostenuta, tra gli altri, dal sindaco di Firenze Matteo Renzi. Ad oggi attraverso le pagine www.occhioallastrada.it e www.omicidiostradale.it hanno già raccolto poco meno di trenta mila adesioni. Ma nessun risultato concerto in Parlamento.

Il 21 giugno scorso è stata la volta de La Destra di Francesco Storace. Il partito dell’ex governatore del Lazio ha presentato in Gazzetta Ufficiale una sua proposta di legge popolare per l’introduzione del reato di omicidio stradale. L’ennesima. Ma fino a sabato scorso, dalle parti di Palazzo Chigi non si erano accorti nemmeno di questa iniziativa. 

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