28 Settembre Set 2011 1548 28 settembre 2011

In UniCredit dalle rive del Danubio si vede la fine dell’Euro

In UniCredit dalle rive del Danubio si vede la fine dell’Euro

Attila

Stavolta si tratta di uno più credibile di Alessio Rastani, il trader italo-iraniano intervistato dalla Bbc e diventato una star del web per aver dichiarato di sognare un’altra recessione e che il vero padrone del mondo è la banca d’affari Goldman Sachs. L’economista Attila Szalay-Berzeviczy guida la divisione securities (brokeraggio e custodia) globale di UniCredit, e al portale magiaro Index ha dichiarato senza mezzi termini che: «L’euro è praticamente morto, e l’Europa sta per affrontare un terremoto finanziario dal fallimento della Grecia», aggiungendo che: «L’unica domanda è per quanti giorni ancora la retroguardia senza speranza dei governi europei e della Bce può reggere».

C’è di più: «Un default ellenico provocherà un immediato terremoto di magnitudo 10 in tutta Europa, i sottoscrittori di bond ellenici dovranno liquidare l’intero investimento, la nazione non sarà più in grado di pagare gli stipendi e le pensioni, e i bancomat saranno svuotati in pochi istanti».

Chiamandosi Attila, le battute vengono automatiche. Da Piazza Cordusio, fanno sapere che le affermazioni di Szalay-Berzeviczy sono assolutamente a titolo personale e non rappresentano in alcun modo la posizione della banca, ma la sua come economista ed ex presidente della Borsa di Budapest. 

A qualunque titolo abbia parlato, il signor Szalay-Berzeviczy, rimane un dipendente di UniCredit, e invocare l’apocalisse non è proprio il massimo quando in Piazza Affari il titolo del tuo datore di lavoro ha perso quasi il 60% del suo valore da un anno a questa parte. Di più, la cosa stona ancora di più se si lavora in posizione importante in un istituto che sulla tenuta europea ha puntato tutto o quasi. Di questi tempi, l’Ungheria non sembra portare gran fortuna all’istituto guidato da Federico Ghizzoni: prima la decisione, da parte del Governo di Viktor Orban, di tassare il comparto per diminuire il deficit pubblico del Paese. Poi, la scorsa settimana, l’approvazione parlamentare della riconversione in fiorini dei mutui denominati in franchi svizzeri ad un tasso scontato di un quarto rispetto a quello di mercato, con la differenza a carico delle banche. Infine, le funeste riflessioni del Sig. Attila, che spara dalle rive del Danubio. 

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