17 Ottobre Ott 2011 0630 17 ottobre 2011

Quanto è cresciuto il debito pro capite con Berlusconi?

Quanto è cresciuto il debito pro capite con Berlusconi?

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Il debito pubblico, come dimostra l’infografica qui elaborata, è un problema perenne dell’ economia e della società italiana da circa trent’ anni. Finì il ciclo della crescita del dopoguerra e della congiuntura coreana che consentì anche all’ Italia un aumento continuo del Pil; s’affermò la creazione dello stato cleptocratico della classe politica spartitoria da un lato e l’ avvento del welfare sanitario universalistico dall’ altro, aggravato dalla creazione delle regioni e dagli sprechi immensi che ne sono conseguiti al sud e in quelle a statuto speciale.

E nel contempo la crescita economica si fece sempre più lenta. Tutto ciò non poteva che provocare l’ aumento del debito rispetto alla crescita stessa. L’incremento del Pil, infatti, lo si pone a denominatore e l’abbattimento dello stock di debito, invece, a numeratore. Tutti i governi che si sono succeduti dal governo Berlusconi del 1994 in avanti, quale che sia stata la loro composizione, si sono sempre preoccupati di abbattere il deficit e non il debito. Le manovre finanziarie avevano per obbiettivo il pareggio di bilancio e quindi il contenimento del deficit che anno dopo anno si accumula tra entrate e spese statali – tra cui vanno conteggiate le spese degli enti locali e in primis dei colossi neo statalistici regionali- ma mai nessun governo ha mai avuto tra i suoi obbiettivi l’ abbattimento del debito.

E questo perchè l’ abbattimento richiede riforme strutturali profonde nel meccanismo tanto dell’ esazione dell’ imposta tanto della spesa e pone al centro la continuità della crescita economica, obbiettivo, quest’ ultimo, che non si raggiunge se non in molti anni.

Per questo l’ emergere della crisi mondiale, che è stata letta dalle istituzioni finanziarie internazionali in chiave monetarista, ha iniziato a sollevare il problema del debito solo dopo la crisi da eccesso di rischio degli intermediari finanziari e quindi quando il debito sovrano è stato così alto da minacciare d’impedire il ripianamento dei debiti privati delle grandi banche, che sono all’ origine della recessione e della crisi mondiale.

Il problema del debito, quindi, disvela la vera ragione della crisi e insieme l’ angosciosa assenza di ogni autonomia della politica dai grandi centri del potere finanziario mondiale. Esso impone i suoi uomini e le sue donne in ogni dove nei punti apicali di comando degli stati e non può che auspicarne anche i rimedi secondo i suoi interessi. Sanare il debito vuol dire possedere risorse per sanare le banche peccatrici. Un tempo sanare il debito voleva dire avere risorse per il welfare e per le infrastrutture e per l’ educazione. Un vero arretramento civile, dunque, in tal modo si rivela, e si realizzato senza soluzione di continuità lungo tutto il ciclo politico iniziato con le elezioni del 1994 e lungo il quale si sono alternati il centrosinistra guidato da Romano Prodi (con parentesi di D’Alema e Amato) e il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi. 

Per approfondire:

Debito pubblico Italiano, il dossier

Quanto è grande il nostro debito pubblico? Chi lo possiede e perché si è formato? Infografiche e articoli sulla crisi del debito italiano

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