22 Ottobre Ott 2011 0828 22 ottobre 2011

Rimesse tassate? Solo se sei immigrato clandestino

Rimesse tassate? Solo se sei immigrato clandestino

Remittances

Invio di denaro con discriminazione allegata. È passata in sordina la decisione di imporre un imposta per i trasferimenti di denaro verso paesi non appartenenti all’Unione Europea. La decisione è arrivata il 5 settembre scorso con l’emendamento alla manovra economica che prevede per gli istituti bancari e le agenzie di money transfer l’applicazione di imposta di bollo del 2 per cento sulle operazioni che riguardano il trasferimento di denaro da parte di persone che non siano munite di codice fiscale e matricola Inps.

Un “piccola” percentuale che va ad aggiungersi a quel 10% che già i money transfer applicano a ogni commissione. A pagarne le conseguenze dell’emendamento presentato dai leghisti Massimo Garavaglia e Gianvittore Vaccari in commissione Bilancio del Senato e diventato legge saranno solo gli sprovvisti di di matricola Inps e codice fiscale. Quindi solo per gli irregolari. La nuova tassa sui trasferimenti di denaro all’estero da parte di cittadini stranieri interessa migliaia di stranieri sconosciuti alla previdenza e al Fisco, che sono clandestini o immigrati sfruttati. I lavoratori regolari non saranno toccati.

La nuova tassazione prevede, per esempio, per un bonifico di 300 euro effettuato in uno dei tantissimi money transfer sparsi in Italia, che i migranti sborsino 6 euro mentre la soglia minima al di sotto della quale sarà meno conveniente inviare denaro, è teoricamente fissata a 150 euro (costo 3 euro). Le rimesse all'estero degli stranieri ammontano a circa 6,7 miliardi di euro mentre la nuova imposta di bollo potrebbe portare in cassa circa 100 milioni? «È una balla colossale – spiega Marco Paggi, avvocato dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione- è fin troppo facile eludere semplicemente chiedendo la matricola e il codice a chi è ia regola. In più dal punto di vista giuridico c'è una discriminazione e non si capisce perche pagare una tassa maggiore semplicemente per i cittadini extra Ue. Non vi è alcun raziocinio nè alcun principio di ragionevolezza più volte enunciato dalla corte costiutuzionale».

Quindi lo Stato non farà cassa mettendo le mani in tasca ai clandestini. Da due anni, grazie alla legge sulla sicurezza, per spedire denaro all’estero bisogna infatti mostrare il permesso di soggiorno. Chi non lo fa viene segnalato dai money transfer alla Polizia. Risultato: i migranti «irregolari» continuano a mandare i soldi nei loro paesi d’origine, ma non direttamente. Per evitare di essere identificati e conseguentemente espulsi o che sia vietata loro la prossima regolarizzazione, il trasferimento viene fatto a nome di parenti, amici o semplici conoscenti, italiani o immigrati regolari muniti di permesso di soggiorno. Quindi l’inganno per aggirare la nuova norma voluta dal Carroccio già esiste.

michele.sasso@linkiesta.it

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