9 Gennaio Gen 2012 1114 09 gennaio 2012

Evasione, impariamo da Taiwan: lo scontrino fiscale ti fa vincere alla lotteria

Evasione, impariamo da Taiwan: lo scontrino fiscale ti fa vincere alla lotteria

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Il blitz di Cortina d'Ampezzo da parte del fisco non sarà un caso isolato. I controlli, fa sapere la direzione della Guardia di Finanza, coinvolgeranno gli altri poli turistici di tendenza, cominciando da uno dei paradisi di auto di grande cilindrata e imbarcazioni di lusso come Portofino.

Nulla di nuovo, sostanzialmente: in tempi di crisi attanagliante, con il condimento di una manovra economica piuttosto pesante, il tema sempre attuale dell'evasione fiscale torna di prepotenza al centro del dibattito nazionale. E mentre gli schieramenti politici ragionano sulle metodologie classiche di contrasto alle reticenze, dall'isola di Taiwan arriva un'idea che se, applicata con metodologia e studi specifici, potrebbe addirittura risultare rivoluzionaria. 

Sì, perchè aldilà delle apparenze, Italia e Taiwan almeno una cosa in comune la hanno: un livello di evasione fiscale enorme. L'Italia guida la poco nobile classifica europea proprio sul tema dell'evasione; stando ai rapporti pubblicati da PriceWaterhouseCoopers, il nostro Paese presenterebbe ogni anno più di 28 miliardi e 888 milioni di euro sottratti al fisco. Una situazione analoga è quella del Taiwan, che tuttavia sta sperimentando già da alcuni anni un'idea tanto interessante quanto popolare. 

La soluzione, almeno sulla carta, non è poi così impossibile da tradurre in atti concreti: abbinare  il gioco del Lotto e lo scontrino fiscale si può eccome. In Taiwan, su ogni scontrino fiscale emesso dai negozianti e commercianti, è stampato per obbligo di legge (pena sanzioni esemplari) un numero generato automaticamente da un sistema, usufruendo dello stesso meccanismo logico usato per tutti i ticket, gratta e vinci e quant'altro che fanno capo al mondo dei giochi con montepremi. 

Ad esempio, si ordina un caffè, ed in seguito al pagamento si riceve uno scontrino fiscale regolarmente stampato che ha però anche la qualità aggiuntiva di essere un biglietto della lotteria. I numeri vincenti, vengono pubblicati dal Governo ogni fine mese, con i mezzi più disparati: media televisivi, trasmissioni radiofoniche e quotidiani sia nazionali e soprattutto locali, dedicano ormai puntualmente uno spazio alla lotteria legata allo scontrino fiscale. 

In caso di vittoria, qualora lo scontrino risultasse tra quelli estratti, è sufficiente recarsi dall'esercente e ritirare in contanti l'ammontare della vincita. Montepremi che, se paragonato alle cifre mastodontiche propinate in Italia, fa quasi ridere, ma c'è un però. Nonostante la vincita si aggiri tra un minimo di cinque ed un massimo di duecento dollari, le possibilità di vittoria si dilatano notevolmente, esistendo un rapporto più che stretto tra la moderazione della posta in gioco e la possibilità di incasso. 

Così facendo, il governo taiwanese sta sortendo gli effetti desiderati: l'acquirente ha uno stimolo in più per chiedere lo scontrino fiscale al commerciante di turno, specie considerando come - con montepremi così relativamente bassi - la vittoria è tutt'altro che un'utopia. In Taiwan, questa modalità di contrasto all'evasione sta apportando benefici notevoli, riducendo drasticamente in poco tempo i numeri dei soldi sottratti al fisco e al contempo stimolando la richiesta dei cittadini. Una proposta simile sta trovando consensi anche in Francia, dove i partiti di sinistra stanno pensando di proporre una legge simile per indurre chiunque a pretendere lo scontrino fiscale. 

Compiendo un breve excursus nel passato, questa particolare idea di fiscalità si ha per la prima volta negli anni '60, quando il Ministero delle Finanze introduce la possibilità di richiedere una ricevuta con i numeri della lotteria, al fine di migliorare l'efficienza di raccolta delle imposte. Un sistema che Taiwan utilizza ancora oggi, visti gli ottimi risultati ottenuti: durante il primo anno di attuazione di tale politica fiscale, la riscossione delle tasse è salita di oltre il 75%, portando al governo introiti praticamente raddoppiati rispetto all'anno precedente. 

Si potrebbe obiettare che la lotteria non ha le caratteristiche di un vero e proprio incentivo, poichè le possibilità di vincita sono sottili; tuttavia, va considerato il fatto che, mediamente, ogni giorno si ricevono (o si dovrebbero ricevere) dai 3 ai 7 scontrini fiscali per le spese effettuate quotidianamente - dal tabaccaio al panettiere - e a ogni scontrino sale la probabilità di vincere. Di certo, c'è che in Italia una proposta simile potrebbe attecchire senza grosse difficoltà, essendo il gioco d'azzardo - in tutte le sue sfaccettature - molto amato da tantissimi italiani, di ogni classe sociale. Si tratta, sostanzialmente, di introdurre un gratta e vinci fiscale legalizzato per la riduzione dell'evasione, e il bello è che potrebbe funzionare.

Taiwan docet. 

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