9 Febbraio Feb 2012 1911 09 febbraio 2012

Chiusura dei manicomi: scelta di civiltà o pericolo pubblico?

Chiusura dei manicomi: scelta di civiltà o pericolo pubblico?

Manicomio

Entro marzo 2013 lo Stato smantellerà gli Ospedali psichiatrici giudiziari ancora esistenti. Merito dell’articolo 3-ter del decreto Svuota Carceri su cui oggi il governo ha incassato la fiducia della Camera dei deputati. Un provvedimento che chiude «una pagina drammatica e vergognosa» per il nostro Paese, per usare le parole del ministro per la Salute Renato Balduzzi. Ma che, secondo alcuni deputati del Pdl, rischia di creare gravi problemi alla sicurezza pubblica.

Dal prossimo anno gli internati non più ritenuti socialmente pericolosi saranno dimessi e assistiti sul territorio. Per gli altri ricoverati le Regioni dovranno individuare nuove strutture alternative. Strutture piccole, moderne, dotate dell’attrezzatura e del personale necessari «per garantire la tutela della salute e della dignità dei soggetti autori di reato e affetti da infermità mentale» come ha chiarito il presidente della commissione d’inchiesta sull’efficienza del Servizio sanitario nazionale Ignazio Marino.

Attualmente i ricoverati presso gli ospedali psichiatrici giudiziari sono 1.376. «Almeno cinquecento - racconta il deputato Pdl Carlo Ciccioli, medico psichiatra e vicepresidente della commissione Affari sociali di Montecitorio - sono responsabili di gravissimi reati contro la persona. Dall’uccisione di familiari alla soppressione di minori. Individui che tendono alla recidiva per motivi di psicopatologia». E se la decisione di chiudere gli Opg è una norma di assoluto buon senso - su questo in Parlamento sono tutti d’accordo - forse, ragiona Ciccioli, il progetto avrebbe avuto bisogno di un po’ più di tempo. 

Il rischio, a detta del parlamentare Pdl, è che presto buona parte dei ricoverati, anche i più pericolosi, vengano rilasciati. «Tutti ricordano la vicenda dell’ex pugile che a Milano ha massacrato una donna incontrata per caso - dice Ciccioli - Pochi giorni fa è stato condannato a cinque anni di internamento in Ospedale psichiatrico giudiziario. Dal prossimo anno rischia di essere già in strada». Della stessa opinione l’europarlamentare pidiellina Licia Ronzulli. «Si sta ripetendo l’ennesimo scempio commesso con la legge Basaglia - ha spiegato nel pomeriggio - che chiuse i manicomi senza preoccuparsi di delineare le strutture alternative che sul territorio avrebbero soluto farsi carico dei tanti pazienti lasciati allo sbando».

Ignazio Marino non è d’accordo: «Sulla chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari si dicono falsità che mirano irresponsabilmente a generare allarme pubblico. Al posto degli Opg sorgeranno veri ospedali da 30-40 posti. Non è stata affatto sottovalutata la necessità di garantire la sicurezza dei cittadini, per cui all’esterno dei centri di cura la sorveglianza sarà assicurata dalla polizia penitenziaria».

«Al momento - denuncia però Ciccioli - le strutture non esistono e non sono state ancora progettate». Secondo il deputato Pdl occorrono almeno tre anni per la realizzazione dei nuovi centri. Ma anche per la preparazione del personale specializzato. Da dedicare - secondo quanto prevede il decreto - «ai percorsi terapeutico riabilitativi finalizzati al recupero e reinserimento sociale dei pazienti internati». Ecco perché Ciccioli, relatore del decreto in commissione Affari sociali, aveva chiesto di prorogare i termini dello smantellamento degli Opg al 2015. Proposta bocciata dalla commissione con undici voti a favore e undici contrari.

Ma c’è un altro passaggio del provvedimento che ha incontrato le perplessità di numerosi parlamentari. Per la copertura degli oneri relativi all’esercizio delle attività il governo ha deciso di stanziare 38 milioni di euro per il 2012 e 55 milioni a partire dal 2013. Una parte di questo denaro - 24 milioni di euro - arriverà dalla riduzione dell’autorizzazione di spesa prevista «dall’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244». Vale a dire gli indennizzi per i soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti. Una scelta criticata tanto dal Pdl che da esponenti del Pd.

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook