25 Febbraio Feb 2012 1948 25 febbraio 2012

New York vs Londra, “la capitale del mondo sono io”

New York vs Londra, “la capitale del mondo sono io”

London Vs New York Extended By Rosshammond999

CHICAGO - Londra o New York? È stata ripresentata in un dibattito l’eterna domanda su quale possa essere considerate la capitale del globo. Per tentare di trovare una risposta LandAid, un’organizzazione non-profit del Regno Unito, ha invitato da una parte Boris Johson, attuale sindaco di Londra e dall’altra Howard Wolfson, vice sindaco di New York (Micheal Bloomberg, primo cittadino della Grande Mela, non ha potuto attendere l’evento a causa di precedenti impegni).

Quella che è stata soprannominata la “battaglia dei giganti” si è svolta a City Hall, l’equivalente del municipio londinese, e in poco più di un’ora i due sfidanti hanno presentato con zelo e fierezza i meriti delle rispettive città. Ma come mettere a confronto due colossi urbani di questa stazza e potenza? Gli sfidanti hanno parlato di tutto: dai parchi pubblici ai grattacieli, nessun colpo è stato proibito dal regolamento.

Se per esempio Londra può vantare un miliardo di viaggi annui attraverso il reticolato della sua metropolitana, New York vince la sfida dei numeri con un miliardo e mezzo di viaggi lungo la sua underground. La Grande Mela distacca la sua rivale del Vecchio Continente anche perché in grado di offrire maggiori spazi per uffici a un minor prezzo rispetto a Londra. E questo secondo Wofson si traduce in maggiori opportunità per le menti creative che cercano di farcela e vengon ogni anno attirate nella Grande Mela. Ma non mancano ulteriori lodi alla sua città e al suo sindaco. «È il talento che attrae il business, non il contrario» ha detto Wolfson riferendosi all’ultimo progetto di Bloomberg di rendere New York una nuova capitale dell’hi-tech e della ricerca sanitaria in modo da diversificare l’economia dal peso preponderante e solitario di Wall Street. «Solo così New York potrà continuare a essere la capitale mondiale del business», ha scritto Bloomberg in un recente editoriale su Scientific American, la rivista dell’establishment scientifico americano, introducendo per la prima volta al largo pubblico il suo progetto di portare la Cornell University in città e di donarle cento milioni di dollari per dirigere un nuovo centro d’eccellenza.

Ma dopo aver subito supina i primi colpi, Londra risponde con forza. La capitale Britannica, ha detto Boris Johnson, rimane il centro finanziario più grande al mondo. Se Wall Street vanta 319mila impiegati, la City al momento ne conta 325mila, senza guardare al fatto che il numero di impiegati della finanza licenziati al di là dell’Atlantico è di gran lunga superiore a quello registrato dall’altra parte della Manica. Londra – ha continuato Boris Johnson – è in testa rispetto a tutti i servizi finanziari anche se deve cedere il passo a quelli legali. Inoltre la posizione della città, un crocevia tra Oriente e Occidente, le permette di collocarsi in una fascia oraria internazionale al centro della stragrande maggioranza delle transazioni internazionali, qualsiasi esse siano.

Dopo mezz’ora di botta e risposta era ancora difficile battezzare un vincitore. L’orgoglio incalzante di Boris sembra preludere al sorpasso di Londra, ma New York, prima in difficoltà, è stata lesta a riprendersi. Wolfson cita uno studio dell’Università di Toronto secondo il quale la Grande Mela è racchiusa in un’area metropolitana con un valore complessivo pari a 1,181.9 miliardi di dollari rispetto ai soli 378.1 della capitale britannica. Inoltre se si guarda alla classifica delle città più influenti del globo stilata  dalla rivista americana The Atlantic, New York si garantisce il secondo posto subito dietro Tokyo, mentre Londra si piazza al terzo posto. Dati indubbiamente veri ma che omettono la realtà che nell’area metropolitana di New York sono inclusi i centri di Philadelphia e Newark, mentre Londra si trova a combattere da sola la battaglia per il primato mondiale.

Alla fine la capitale britannica la spunta. Certo il sindaco londinese Boris Johnson giocava in casa, a due passi da Tower Bridge, e il pubblico composto per lo più di londinesi ben vestititi non poteva che sostenere la propria città ma anche se la risposta alla perenne domanda tra Londra e New York non è definitiva, il risultato sembra innegabile: 1-0.
 

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