29 Febbraio Feb 2012 1240 29 febbraio 2012

Romney fa gaffe e non ha cuore ma vince perché gli altri sono peggio

Romney fa gaffe e non ha cuore ma vince perché gli altri sono peggio

Romney Primarie

MICHIGAN - Mitt Romney, il favorito nella corsa repubblicana a sfidare il prossimo novembre il presidente Barack Obama, ha prevalso nelle elezioni primarie in Arizona con 20 punti di scarto su Rick Santorum e, sia pure di misura, anche in in Michigan, lo Stato in cui è nato e cresciuto. Per come si era messa negli ultimi giorni, può tirare un sospiro di sollievo.

Rafforzando la sua nomea di candidato non particolarmente in sintonia con l’aria che tira nel Paese, alla vigilia del voto ha inanellato diverse gaffes memorabili, che unite a un’aggressiva campagna del suo principale sfidante in questo Stato, il superconservatore Rick Santorum, hanno messo in forse la sua affermazione fino all’utlimo.

In Michigan, uno Stato in cui nonostante la ripresa dell’industria automobilistica il 9.3% della popolazione è ancora disoccupata, una casa su 354 è pignorata e il 14.4% della gente sopravvive sotto il livello di povertà, venerdì scorso Romney in un comizio ha dichiarato: «Mi fa piacere constatare che la maggior parte della macchine che vedo i giro sono prodotte a Detroit. Io ho una Mustang e un Chevrolet pick-up. Mia moglie Ann guida un paio di Cadillac». Poi in un successivo intervento sulla Cnn a chi gli chiedeva se non si era pentito di quel commento a fronte di una situazione economica difficile per molti americani, Romney ha chiarito: «Certo, non sono perfetto, sono quello che sono, e riguardo alle macchine (le Cadillac), di cui si è già discusso lo scorso settembre, beh ne abbiamo una in California e una a Boston. Chi pensa sia sbagliato avere successo, voti qualcun altro, io sono uno che ha fatto fortuna».

Insomma, il solito Romney, un po’ out-of-touch, sulle nuvole, qualcuno direbbe insensibile, lo stesso che qualche anno fa con l’auto carica di bagagli e pargoli ha legato il cane Seamus sul tetto della macchina e ha guidato da Boston al Canada senza battere ciglio, neppure quando il povero Seamus non si è sentito bene. Si è semplicemente fermato a una stazione di servizio, lo ha aiutato e dopo averlo risistemato sul portapacchi è tornato al volante, come hanno raccontato i giornalisti Michael Kranish e Scott Helman nel loro recente libro: “The Real Mitt”.

Romney però vince perchè in fondo è il meno peggio in un campo repubblicano in cui non spiccano geni. Respinto l’attacco di Santorum, l’uomo della destra religiosa, ora Romney guarda all’appuntamento di martedì prossimo, il Super Tuesday quando si andrà alle urne per le primarie repubblicane in dieci stati: Alaska, Georgia, Idaho, Massachusetts, North Dakota, Ohio, Oklahoma, Tennessee, Vermont e Virginia.

Gli occhi sono puntati soprattutto sull’Ohio. Stato grande e dall’elettorato composito, è anche un cosiddetto swing state, ovvero uno Stato in cui il partito che di solito prevale nelle elezioni generali non è scontato. A volte la spuntano i repubblicani, altre i democratici. Per cui imporsi in Ohio è un buon biglietto da visita per la sfida contro il presidente Obama. 

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