1 Maggio Mag 2012 0721 01 maggio 2012

Lavoro e incidenti, in Italia mille morti e 40 mila invalidi l’anno

Lavoro e incidenti, in Italia mille morti e 40 mila invalidi l’anno

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Secondo il rapporto “Tendenze globali e sfide alla sicurezza e salute sul lavoro” dell’Organizzazione internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite, il numero totale di incidenti mortali e malattie legati al lavoro, tra il 2003 e il 2008, è aumentato. Diminuisce invece il numero di incidenti mortali, passando da 358 mila a 321 mila, mentre il numero di malattie mortali è aumentato da 1,95 milioni a 2,02 milioni. Nel mondo, insomma, la media è di più di 6.300 morti al giorno legate al lavoro. 317 milioni sono le vittime di incidenti sul lavoro ogni anno, con una media giornaliera di circa 850mila infortuni che costringono il lavoratore a quattro o più giorni di assenza dal lavoro.

Nell’Europa a 27, ogni 4,5 secondi un lavoratore è coinvolto in un incidente che si traduce in un’assenza dal lavoro di almeno tre giorni. Ogni anno avvengono più di 7 milioni di incidenti. Le morti collegate al lavoro sono 167mila l’anno: il 57% di tumore, il 23% per malattie legate all’apparato circolatorio, il 6% per malattie respiratorie, il 5% per incidenti e violenze, il 4% per disordini mentali, il 3% per malattie infettive, l’1% per malattie collegate al sistema digerente, lo 0,4% per malattie dell’apparato urogenitale.

E in Italia? Più di 40mila lavoratori ogni anno diventano invalidi permanenti. E, secondo le stime dell’Inail, più di 6mila persone muoiono in un anno per un tumore dovuto alle esposizioni lavorative. Nel 2010 all’Inail sono pervenute 775.374 denunce di infortuni sul lavoro. Cala il numero di occupati, e il dato relativo agli infortuni migliora rispetto all’anno precedente: sono 15mila in meno, con una flessione dell’1,9%. Anche i casi mortali risultano in calo: si registra un -6,9%, con 980 vittime e 73 decessi in meno rispetto al 2009. Diminuiscono soprattutto gli incidenti in itinere – ovvero nel tragitto casa-lavoro e viceversa: nel 2010 sono arrivate all’Inail il 4,7% in meno di denunce. Diminuiscono anche, in misura più contenuta (-1,5%), gli incidenti in “occasione di lavoro”. Tra questi, diminuiscono ancora di più i casi mortali, passando da 779 a 736 (-5,5%).

Le buone notizie interessano però soprattutto i lavoratori uomini, che vedono un -2,9% rispetto al 2009 per gli infortuni in complesso e un -8,2% per i casi mortali. Gli infortuni, per le donne, crescono invece di un +0,4%. A livello anagrafico, i giovani fino a 34 anni vedono nel 2010 un calo più consistente di infortuni (-6,1%). Bene anche per i lavoratori di 65 anni e oltre, che registrano un calo del 4,7%. I lavoratori tra i 50 e i 64 anni registrano invece la flessione percentuale più alta per quanto riguarda i casi mortali, con un -11,3%, seguito dal -10,2% della classe under35.

La geografia italiana degli infortuni vede tutte le aree coinvolte dalla lieve flessione degli infortuni. Il dato più positivo si rileva secondo l’Inail in quella che è l’area che più risente del calo occupazionale: il Sud, con il -3,2%. L’Italia centrale registra il -1,8%, il Nord-Est il -1,6% e il Nord-Ovest il -1,3%. Proprio il nord Italia, ovvero l’area con la più alta densità occupazionale, vede il 60% del totale degli incidenti sul lavoro. In Trentino-Alto Adige e in Liguria si rileva un aumento dei casi: rispettivamente il +2,7% e il +0,5%. Nel Nord-Est, poi, si muore di più: l’aumento è del 3,7%, e il dato è in controtendenza rispetto al resto delle aree. I casi mortali si sono ridotti del 15,2% dal 2009 al 2010 nel Nord-Ovest. Il Centro registra un -9,5%, mentre il Sud un -5,5%.

Ma quali sono i settori più interessati? Nel 2010 si è registrato un leggero incremento dei casi di infortuni nel settore dei Servizi (+0,4%) e un decisivo aumento per il Personale Domestico (+25,6). Bene, invece, l’Agricoltura, che vede un calo del 4,8%, ma anche l’Industria con un -4,7%, i Trasporti e comunicazioni (-4,6%) e il Commercio (-4,3%). Meglio di tutti va il settore delle Costruzioni, con un calo del 12,4% nel 2010 (Link 2. LE_INTW BALDO_AG_Linkiesta). La diminuzione registrata nell’Industria Metallurgica è del -3,6%, mentre nel settore della Meccanica è del -3,3%. Per quanto riguarda i casi mortali, il miglioramento più significativo si registra in uno dei settori storicamente più ad alto rischio infortunistico, la Metallurgia (-37,8%). Seguono il Commercio (-26,3%), l’Agricoltura (-10,2%), e l’Industria (-9,7%). Più contenuta la diminuzione nell’altro settore storicamente a rischio, l’Edilizia (-6,1%). Nei Servizi la diminuzione risulta del 3%. In controtendenza il settore dei Trasporti e comunicazioni, che secondo l’Inail registra dal 2009 al 2010 un +9,8 per cento. 

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