21 Giugno Giu 2012 1631 21 giugno 2012

La Salvia, uno psichiatra massone, studiò il caso-Gotti per Bertone

La Salvia, uno psichiatra massone, studiò il caso-Gotti per Bertone

Pietro La Salvia

Massoneria e chiesa sono ritenute inconciliabili secondo encicliche e dichiarazioni della congregazione per la dottrina della fede. Eppure in Vaticano non sembrano prestarci molta attenzione. Nello scandalo sullo Ior, la banca vaticana, tra corvi vicino a papa Benedetto XVI e le dimissioni dell'ex presidente Gotti Tedeschi, si è già parlato diffusamente di una «massoneria» che starebbe destabilizzando le mura di San Pietro. Ne ha parlato durante un interrogatorio uno dei tre funzionari vaticani arrestati per la fuga di notizie dopo l'uscita del libro di Gianluigi Nuzzi «Sua Santità».

Ebbene, se prima erano solo spifferi, ora ci sarebbe la prova conclamata che nello scandalo Ior ha avuto una parte attiva proprio un iscritto alla massoneria. Stiamo parlando dello psicoterapeuta Pietro La Salvia, quello che in una lettera al segretario di Stato Tarcisio Bertone tracciò una perizia psichiatrica (di nascosto) sull'ex presidente Ior definendolo affetto da una «disfunzione psicosociale». La Salvia è un personaggio che tra le mura d'oltretevere si occupa della salute sul lavoro proprio dei dipendenti dello Ior. Pare avere una certa confidenza con Bertone, anche perché dopo l'ormai noto rinfresco prima della feste di Natale del 2011, stilò per lui proprio un rapporto sulla salute mentale di Gotti Tedeschi.

Fonti dentro la massoneria assicurano che La Salvia è attualmente «vicario del Maestro Venerabile della loggia del Monte Sion». Anzi, dal Grande Oriente Democratico guidato da Gioele Magaldi (che è stato con La Salvia nella loggia che si occupa anche dello studio della Qabalah ebraica) ci si domanda se «abbia reso edotti con lealtà e sincerità i suoi referenti vaticani della propria passione per squadra, compasso e grembiulino».

La storia di quel rinfresco pre natalizio, dove invece di mangiare il panettone La Salvia osservava il comportamento di Gotti Tedeschi, è già stata raccontata dal Fatto Quotidiano. Ma genera particolare interesse proprio per i presunti rapporti che intercorrono tra una fetta della massoneria italiana e le alte sfere Vaticane. Del resto, quel «certificato medico» dove La Salvia parla dell’ex numero uno dello Ior come una persona «egocentrica» e «scollata dalla realtà», è stata a suo modo un’arma determinante insieme con altri due documenti del segretario del consiglio dello Ior Carl A.Anderson e del vicepresidente Ronaldo Hermann Schmitz, per mettere fuori dai giochi Gotti Tedeschi.

Ma chi è La Salvia? Nato a Taranto nel 1966, laureato con lode alla Sapienza, vanta una carta intestata lunga un chilometro, tra psicoterapia occupazionale o perfezionamenti in psichiatria di consultazione e molto altro. Poi è anche responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione patrocinato dall’Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro). Ma anche capo equipe medica della Scuola del Mare, con compiti di ricerca «psicosomatica» alle regate su pattugliatori della Guardia di Finanza di Gaeta. Quindi appunto il suo ruolo in Vaticano. 

In sostanza, un piede nelle istituzioni, ma pure un altro nelle sfere della medicina che conta in Italia. Senza contare che nello scandalo Ior compaiono pure le carte sul fallimento del San Raffaele e sui gravi dissesti degli ospedali cattolici sparsi per l'Italia. Non è un caso che tra i documenti messi a disposizione da Gotti Tedeschi ai magistrati milanesi ci siano anche delle e-mail scambiate tra il banchiere e le gerarchie del Vaticano sul dissesto e sulla situazione patrimoniale del gruppo ospedaliero San Raffaele e su persone legate alla Fondazione Monte Tabor. Gotti Tedeschi è indagato dalla procura di Roma in merito alla movimentazione di 23 milioni di euro, sequestrati nel 2010 e poi restituiti alla banca vaticana. 

Il God, Grande Oriente Democratico di Magaldi, ha pubblicato sul suo sito un commento molto dettagliato rispetto a La Salvia. Lo psicoterapeuta, infatti, è stato insieme a Magaldi nella Loggia «Har Tzion/Monte Sion all’Oriente di Roma/ Obbedienza del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani». Fu proprio l’attuale maestro venerabile del God a «curarne l’istruzione come Apprendista Libero Muratore in quanto all’epoca Secondo Sorvegliante della Loggia e poi, come Maestro Venerabile, di seguirne l’ulteriore maturazione in seno a tale famosa e prestigiosa officina (dedita, fra l’altro, a studi di esoterismo ebraico)».

Ebbene, secondo il God, «il fratello Pietro La Salvia ricopre entro la Loggia Monte Sion il ruolo di Primo Sorvegliante (di fatto, il Vicario del Maestro Venerabile) e si atteggia a seguace/discepolo speciale dell’ex gran segretario del Goi, Giuseppe Abramo», ora gran maestro onorario e sempre vicinissimo a Gustavo Raffi, gran maestro in carica, che la massoneria «democratica» ha sempre accostato ad ambienti del centrodestra, nonostante la retorica laica e libertaria.

La Salvia è presidente dell’Università Sabina Eretum, fantomatica accademia che si definisce «Associazione Apartitica, Asindacale e Aconfessionale a carattere volontaristico che si ropone la divulgazione della formazione culturale, scientifica, ambientale e socio asistenziale senza finalità di lucro, la cui filosofia è “la cultura migliora la vita”». Organizza spesso convegni a Palazzo Vecchiarelli, sede di un’università ben più importante, quella Sabina, dove presidente è Luigi Frati, ben più noto perché rettore dell’Università Sapienza di Roma e anche per diversi casi di nepotismo che lo hanno toccato negli ultimi anni.

La particolarità della Sabina Eretum è che presidente a vita è Alberto Di Giancarlo, segretario provinciale della Democrazia Cristiana di Rieti, partito con lo stemma «Libertas» in bella vista. Non è laureato, come riporta sul suo curriculum, ma vanta conoscenze che spaziano dai consiglieri di presidenza del consiglio dei ministri dipartimento funzione pubblicia fino ad altri nelle istituzioni della repubblica italiana. 

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