26 Giugno Giu 2012 1144 26 giugno 2012

Forse Monti ha capito che è ora di picchiare i pugni sul tavolo

Forse Monti ha capito che è ora di picchiare i pugni sul tavolo

Merkel E Monti

Il retroscena oggi pubblicato dall’Unità ha senza dubbio più di un elemento di verità. Monti è stanco dei continui “nein” della Merkel e non ci sta - a piena ragione - ad essere trattato con lo stesso metro con cui i capi d’Europa trattano la Grecia e i suoi conti truccati. E quindi, da ieri, ha pensato a una nuova strategia, decisamente più aggressiva nei confronti di una Germania che conosce una sola parola - rigore - e continua a rifiutare ogni prospettiva di consolidamento del debito, di eurobond e di welfare europeo. Tanto da far filtrare, pur con toni diversi, le ipotesi di minacciare addirittura dimissioni sbattendole in faccia proprio a quella Germania che - forse più di ogni altro alleato - ha favorito la sua ascesa a Palazzo Chigi nell'autunno del 2011. 

L’alleato naturale di questa partita, fuori dai confini nazionali, resta naturalmente Hollande. E dentro ai confini italiani, invece, c'è il sempre complesso rapporto coi partiti italiani. Il Pdl in particolare, con un Berlusconi che ha messo fuori la testa per lanciare qualche sasso anti-europeo e anti-tedesco, può perfino pensare di impostare un'intera campagna elettorale in chiave anti-europea. Di qui, la decisione di far circolare il proprio malcontento e perfino l'ipotesi di qualche gesto estremo. Come giustamente annota il retroscena dell’Unità, così stando le cose, l'impuntatura di Monti con annesse minacce rischia di sembrare un bluff. 

E quindi? E quindi il malessere sarà significato in modo diretto e indiretto, dopo essere stato condiviso anche con il Capo dello stato Giorgio Napolitano, ma per il momento senza forzature. Dopo tutto, senza la faccia burbera e rigorosa di Frau Merkel e dei suoi tecnici, difficilmente i partiti italiani accetteranno le misure rigorose e la spending review che Monti vuole mettere sulla strada che porta al rigore. Il presidente del Consiglio inizia a conoscere i corridoi romani e le logiche che portano alla campagna elettorale, e sa che senza il poliziotto cattivo non si arriva lontano. Solamente, non ha voglia che Angela Merkel tratti lui e il suo governo come se lui fosse davvero il rapresentante del palazzo romano che, faticosamente, prova a tenere a bada. 

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