2 Agosto Ago 2012 1146 02 agosto 2012

I neonazisti greci ora distribuiscono cibo (ma non agli stranieri)

I neonazisti greci ora distribuiscono cibo (ma non agli stranieri)

Alba Dorata

«Questo cibo è greco, prodotto da aziende greche e produttori greci», ha detto il portavoce di Alba Dorata Ilias Kasidiaris, «e allora lo diamo solo a greci». Il gruppo neonazista greco mercoledì ha distribuito gratis, in piazza Syntagma di fronte al parlamento, beni alimentari di prima necessità. Latte, pasta, olio e patate, «tutti prodotti in Grecia da greci», e solo per Greci. Agli stranieri, niente. Chi si presentava, veniva allontanato. Una scelta che le persone in coda, circa duecento, hanno mostrato di apprezzare. Uno di loro, Panayotis Panagiotopoulos, ha dichiarato alla stampa di essere «grato per il loro aiuto». E che «Alba Dorata rappresenta l’anima del popolo greco».

Chi si presentava al banchetto di Alba Dorata doveva avere con sé il passaporto, che dimostrasse la nazionalità greca. Se poi si trattava di disoccupati e con figli, avrebbero avuto la precedenza.

Il tutto nonostante il sindaco di Atene, Giorgios Kaminis avesse negato il permesso per la manifestazione, considerando che piazza Syntagma non era il luogo adatto, e consigliando invece il quartiere di Gazi. Una proibizione che i neonazisti di Alba Dorata hanno ignorato. «Quando la piazza è usata da stranieri e anarchici, per il sindaco va bene. Quando siamo noi, diventa un problema». E allora come se niente fosse, hanno continuato. Ma le critiche non sono mancate: «di giorno distribuiscono cibo e beni di prima necessità, e di notte vanno in giro a picchiare gli stranieri», ha detto Petros Constantinou, consigliere del Comune della città. «Stanno sfruttando la miseria delle persone per prendere voti. È una vergogna», ha aggiunto.

Alba Dorata, nelle ultime elezioni, ha vinto il 7% dei voti proprio cavalcando il sentimento xenofobo del paese. Una delle sue ultime proposte, cioè quella di far donare il sangue dei greci solo ai greci, è stata bloccata dalle autorità sanitarie, che l’hanno giudicata inumana e razzista.  

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