6 Agosto Ago 2012 1802 06 agosto 2012

“Vade retro, Vendola”. Forse è il caso che Casini ascolti la sua base

“Vade retro, Vendola”. Forse è il caso che Casini ascolti la sua base

Casini

Vendola? No grazie. Dalle organizzazioni del Forum di Todi alle associazioni vicine all’universo Udc arriva un chiaro avvertimento a Pierferdinando Casini. L’accordo con il Partito democratico e con Sel non è la strada da seguire. Nei circoli e nei movimenti più vicini al partito i toni sono più morbidi. Nessun veto al centrosinistra, che molti considerano un interlocutore necessario. Seppure poco gradito. Molto meno diplomatica la posizione delle sigle che hanno dato vita al Forum delle associazioni cattoliche. Che bocciano su tutta la linea una possibile intesa con Vendola e Bersani.

È il caso di Carlo Costalli presidente del Movimento Cristiano Lavoratori. Di fronte al progetto di un’intesa tra moderati e progressisti non sembra avere troppi dubbi. «Mi chiede se sono d’accordo? Sicuramente no. Soprattutto se le proposte avanzate dal Partito democratico sono quelle contenute nei 10 punti presentati da Pier Luigi Bersani. Dal punto di vista economico si torna indietro di diversi anni». E Sel? «Sono già critico nei confronti di quello che propone Bersani, si immagini quando parliamo di Vendola». Alcuni rappresentanti delle organizzazioni del lavoro presenti al Forum preferiscono non commentare. Anche se spiegano di condividere la linea di Costalli.

«Siamo molto contrari, francamente» spiega al telefono Natale Forlani, portavoce del Forum di Todi. «Non apprezzo le basi su cui è stato costruita l’idea di un accordo a sinistra. Mi sembra incompatibile con i problemi e le prospettive della governabilità in Italia». Sono a rischio le politiche messe in campo dall’attuale esecutivo: «In questo modo non credo che ci sia il terreno per una prospettiva post elettorale dell’azione del governo Monti».

La prima impressione è quella di incredulità. «Sono molto scettico» dice Costalli. «Effettivamente mi sembra una roba campata in aria» continua Forlani. Eppure è tutto vero. L’Udc potrebbe stringere un’intesa di governo con Sinistra Ecologia e Libertà. A sdoganare definitivamente l’ipotesi è stato il presidente Rocco Buttiglione, con una recente intervista al Corriere della sera. «Ho parlato con Buttiglione il giorno dopo - racconta Costalli - Gli ho contestato la sua fuga in avanti. “Ma come, proprio tu Rocco?”. Devo ammettere che l’ho trovato in grande difficoltà».

Al centro delle polemiche i temi eticamente sensibili. Dai matrimoni gay al fine vita. «Non stupisce che buona parte del Pd e Vendola pensino quello che pensano delle coppie di fatto - spiega Forlani - Stupisce che nei 10 punti di governo presentati, la priorità sia questa e non la famiglia». E poco aiuta il proposito di non inserire certi argomenti nell’agenda del prossimo esecutivo. «Ritengo che in un programma di governo sarà molto difficile prescindere da quei temi che Vendola ritiene prioritari» chiarisce Costalli.

Ma a marcare le distanze non ci sono solo le unioni omosessuali. «Anche dal punto di vista economico-sociale le posizioni di Vendola sono lontane dalle nostre - continua Costalli - Negli anni le nostre organizzazioni del lavoro sono riuscite a ridimensionare l’egemonia comunista da certi temi. Siamo riusciti a ridurre i poteri di veto della Cgil. Ecco perché mi sembra ridicolo quello che sta accadendo». «Di sicuro portare la Fiom al governo non mi sembra sia una grande idea» prosegue Forlani. Il portavoce del Forum di Todi punta il dito contro l’idea di Stato dei diritti portata avanti dalla sinistra. «Un progetto che non esiste più in occidente. Lo Stato deve intervenire per sostenere chi opera nella società. La sussidiarietà è nei nostri cromosomi».

Insomma, in un momento di crisi dei partiti come quello attuale «prima di azzardare ipotesi post elettorali è meglio riflettere bene». L’esperienza politica nata con l’attuale governo non sembra essere tramontata. «Quando l’anno scorso a Todi dicemmo che era finito un ciclo politico, non ci riferivamo a Silvio Berlusconi. Ma a un modo di fare politica, tipico degli ultimi vent’anni. Dopo un mese si è verificato esattamente quel che avevamo profetizzato. Vedrete che indietro non si tornerà».

Più diplomatica la posizione di tanti esponenti di associazioni e movimenti direttamente riconducibili all’Udc. Come i circoli della Fondazione Liberal, presieduta dal deputato centrista Ferdinando Adornato. Qualcuno mette le mani avanti. «Il presidente ha già chiarito che la potenziale alleanza con il centrosinistra, se ci sarà, avverrà solo dopo le elezioni» spiega Alberto Tiriolo, coordinatore dei circoli in Calabria. «Certo, tra noi e Sel esistono alcune fisionomie da bypassare. Ma in passato abbiamo già fatto un’alleanza con i missini, gli ex fascisti…». La coordinatrice dei circoli romani Giustina Ratto è stata candidata alle ultime regionali del Lazio nelle liste di Renata Polverini come espressione della Fondazione Marisa Bellisario. «Io non ho tessere di partito, provengo dalla società civile - spiega - ma sposo la linea del segretario Lorenzo Cesa». Insomma, sì a Vendola. «Dico no all’alleanza con Sel o Pd se il progetto è una mera intesa tra partiti per raggiungere numeri più alti. I partiti devono iniziare ad affrontare le tematiche vere: l’Imu, i tagli alla sanità, i giovani e la disoccupazione, le famiglie.

Resta il fatto che non tutti nell’Udc hanno digerito il dialogo con Vendola. «Questo perché l’Udc è un partito vero, dinamico - continua Giustina Ratto - Dove si discute. Ma è arrivato il momento di affrontare i problemi veri. E se serve, ben venga qualsiasi alleanza». «Non nego che ci saranno contrasti» continua Tiriolo. Uno su tutti: l’eredità del governo Monti. L’Udc vuole proseguire sulla strada tracciata dal governo tecnico, Sel no. «Ma questo è un problema loro, non nostro» spiega Tiriolo.

Virgilio Falco è il portavoce di Studicentro, “Il movimento studentesco dei giovani moderati italiani”. «Non siamo parte integrante del partito di Casini - spiega - ma ovviamente l’Udc resta il nostro punto di riferimento». La linea è la stessa. «Le ricette di Sel non sono le nostre» dice Falco. «C’è un’indubbia differenza di vedute». Si parla di temi eticamente sensibili, di continuità con il governo Monti. «Ma la mia principale preoccupazione - continua il rappresentante degli studenti - riguarda l’Europa. Noi abbiamo intrapreso un percorso verso una maggiore integrazione politica, altri mi sembra che abbiano idee diverse». Eppure nei confronti di Vendola non c’è alcun veto. «Spero solo che non abbia la meglio un discorso populista contro il governo Monti». 

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