5 Settembre Set 2012 1701 05 settembre 2012

La socialista che ha denunciato Twitter si candida a sindaco di Parigi

La socialista che ha denunciato Twitter si candida a sindaco di Parigi

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Anne Hidalgo ha dichiarato “sa flamme”, il suo amore per Parigi e da oggi è la candidata ufficiale del Partito socialista francese alle prossime elezioni comunali che si terranno nel marzo 2014. «Voglio essere il sindaco di tutti i parigini. E lo voglio fare a tempo pieno», ha detto ai microfoni di Europe 1 questa mattina. Attuale vice sindaco di Bertrand Delanoë, l’uomo che il 18 aprile 2001 consegnò al PS la capitale francese storico feudo dell’ UMP, il partito di centro destra, la Hidalgo ha una biografia intensa, degna di una lady di ferro.

Nata nel 1959 a San Fernando in Andalusia (ai francesi piace ricordare che la neo candidata socialista sia nata nello stesso anno e nella stessa provincia di un altro illustre parigino, l’ex calciatore Luis Fernandez), la Hidalgo aveva due anni quando i suoi genitori, due operai, scapparono dalla Spagna franchista e dalla miseria per rifugiarsi in Francia. «Tutto il suo impegno nasce da là», ha ricordato il padre Antoine. La prima casa è stata Lione, nei quartieri popolari e a scuola Anne costruisce poco a poco la sua coscienza politica. Dalla caduta di Allende in Cile alla vittoria di François Mitterand all’Eliseo, passando per la morte di Franco nel 1975 che lei festeggerà.

Si laurea in scienze sociali, consegue una specializzazione in diritto sindacale e diventa membro del Partito socialista nel 1994. Lavora nel gabinetto dell’allora ministro del welfare Martine Aubry durante il governo di Lionel Jospin (1997-2000), ma è nella primavera del 2001 che dal buio dei corridoi ministeriali passa sotto i riflettori mediatici. Bertrand Delanoë è nella primavera di quell’anno la star del PS, vince la poltrona di sindaco strappandola a un centro destra diviso. Grazie anche all’appoggio dei Verdi, i socialisti guideranno per la prima volta dal 1871 il consiglio comunale. Nasce in questo periodo, coniato dai maggiori quotidiani francesi il termine “bobos”, i bourgeois-bohème, una nuova categoria sociale artefice, secondo gli osservatori politici, della storica vittoria socialista.

È il momento anche di Anne che in verità con i “bobos” ha poco a che fare. La Hidalgo viene scelta come vice sindaco e Delanoë gli affida, prima una delega alla commissione sulla parità dei diritti poi all’urbanistica. Viene confermata anche nel secondo mandato di Delanoë e nonostante gli impegni al Hotel de Ville, la Hidalgo diventa portavoce della compagna di partito e grande amica Martine Aubry durante le primarie in seguito perse contro Hollande. Donna risoluta, dalla forza tranquilla come ha scritto il quotidiano online Mediapart, la neo candidata socialista ha attirato su di sé molta attenzione e, come di consueto, parecchi colpi bassi.

Il 23 giugno la Hidalgo ha citato Twitter in tribunale dopo che utenti anonimi avevano diffuso in Rete la notizia di una sua presunta relazione clandestina con François Hollande da cui sarebbe nata sua figlia. In molti le hanno consigliato di mostrare indifferenza ma la Hidalgo sul trampolino più importante della sua carriera ha preferito rendere pubblica la faccenda e correre dall’avvocato. La delfina di Delanoë ha più volte dimostrato un carattere determinato. Femminista da sempre ma critica con chi strumentalizza la condizione femminile a suo vantaggio (non volle appoggiare la candidatura di Ségolène Royal alle presidenziali), Anne Hidalgo sta incuriosendo non solo i francesi ma anche i media stranieri.

El País con un articolo di Miguel Mora ha dedicato un bel ritratto alla “orgullosa espagnola” e il quotidiano israeliano Haaretz ha titolato “Una parigina per le masse”. Un sondaggio pubblicato da Le Journal du Dimanche la dà favorita contro l’ex Primo Ministro François Fillon che a giugno tuonò contro Delanoë: “Parigi non può essere solo musei e piste ciclabili” e Rachida Dati ma il partito di centrodestra non ha ancora scelto il candidato ufficiale. Per loro c’è tempo. Per la Hidalgo, il tempo è ora: «Ascolterò cosa hanno da dire i parigini e voglio prendere ispirazione da loro», ha detto in un video postato sul suo sito. 

Nelle ultime ore è arrivato anche l’endorsement ufficiale di Delanoë che in un comunicato ufficiale descrive la Hidalgo come una “donna competente, autentica e determinata che sarà totalmente dedita a Parigi e ai Parigini e che possiede tutte le qualità per dirigere la Ville de Paris”. Sembra un percorso in discesa per Anne che saprà approfittare di un centro destra in confusione e diviso. Proprio come successe nel 2001. 

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