9 Settembre Set 2012 1430 09 settembre 2012

Violenti e razzisti ma i neonazisti greci ora sono il terzo partito

Violenti e razzisti ma i neonazisti greci ora sono il terzo partito

Alba Dorata

Non si ferma l'ascesa dei neonazisti greci, dopo il loro ingresso in Parlamento nel maggio scorso. Secondo un sondaggio pubblicato sul settimanale To Podiki, Alba dorata ha raggiunto il 10,5% dei consensi, affermandosi come il terzo partito del Paese. Tra le altre forze politiche, Nuova Democrazia raccoglie il 25% delle preferenze, seguita dall'estrema sinistra di Syriza, che raggiunge il 24 per cento. Crollano i consensi per i socialisti del Pasok, che scendono all'8 per cento.

Dal sondaggio emerge come i neonazisti – insieme ai comunisti del Kke – siano gli unici ad aver visto aumentare la loro popolarità nell'opinione pubblica, nonostante una propaganda politica non proprio ortodossa, fatta di violenza, invettive razziste e antieuropee. Sul sito web del partito, la notizia è commentata così: «Alba dorata aumenta le proprie percentuali di consenso, e si rafforza ogni giorno di più all'interno della società. Il tutto, mentre gli altri partiti politici stanno barcollando. I greci si sono ormai accorti che soltanto una leadership forte, e radicata nella nazione, può dare soluzioni in questi tempi difficili per la nostra Patria».

Nelle elezioni dello scorso maggio, Alba dorata si è imposta con il 7% delle preferenze, conquistando una ventina di seggi in Parlamento. Un risultato riconfermato nelle successive votazioni di giugno (6,92% dei voti e 18 seggi). Il programma politico del partito ruota intorno a due punti fondamentali: l'odio verso gli immigrati e il rifiuto delle misure di austerity imposte dall'Unione europea. 

Il leader di Alba dorata Nikolaos G. Michaloliakos

Gli uomini di Alba dorata parlano di militarizzare le frontiere del Paese e cacciare tutti gli immigrati clandestini, provocando così una deriva xenofoba che negli ultimi mesi è andata peggiorando. Sono numerosi i casi di pestaggi nei confronti dei migranti, spesso compiuti da vere e proprie bande diffuse ad Atene e in altre città. Durante una seduta parlamentare del 7 luglio scorso, il portavoce di Alba dorata Ilias Kasidiaris ha dichiarato: «La Grecia non può essere un paradiso per ogni criminale della Terra, dagli afghani con il coltello in mano ai ladri albanesi (…). Bisogna prendere misure immediate per fronteggiare questa minaccia, dovuta all'entrata nel nostro Paese di milioni di immigrati illegali». Tra i provvedimenti in questione, non ha disdegnato l'uso di mine antiuomo. Gli ha fatto eco a fine agosto il leader del partito, Nikolaos Michaloliakos, mentre arringava i sostenitori di fronte alla statua di Leonida, esortandoli a essere «gli assaltatori di Alba dorata».

L'altro tema fondamentale è naturalmente la crisi economica: l'estrema destra greca rifiuta il piano di salvataggio per la Grecia e pretende l'uscita di Atene dall'Eurozona, unico modo per “liberarsi dalla dittatura” della Trojka (Ue, Bce e Fmi). A questo proposito, sul sito web di Alba dorata si legge: «Il memorandum è un crimine che sta trascinando la Grecia alla catastrofe, e il nostro popolo alla miseria. Il nostro partito sostiene qualsiasi iniziativa che stabilisca responsabilità penali per chi ha deciso la distruzione della Grecia». Il riferimento è alla commissione d'inchiesta proposta da Syriza (la sinistra radicale), per stabilire se il debito greco sia legale o meno. Lo stesso Michaloliakos ha ribadito più volte in Parlamento la posizione del partito: «Il memorandum deve essere cancellato - ha dichiarato a luglio -. Sta distruggendo il nostro Paese».

@ChiaraPanzeri
 

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