15 Settembre Set 2012 0907 15 settembre 2012

Fenomenologia della salute di Vasco e dei suoi pomeriggi su Facebook

Fenomenologia della salute di Vasco e dei suoi pomeriggi su Facebook

Vascorossi 20

Qualche giorno fa stavo seguendo un incontro di approfondimento sul tema: "L'utilizzo dei social network nelle campagne elettorali: effetti positivi e negativi". Il relatore, un vecchio cattedratico, parlando della supersfida Obama-Romney, analizzava i passi falsi fatti dai due contendenti su Facebook e Twitter, sostendendo dati alla mano che, talvolta, un uso eccessivo dei social network possa portare al politico di turno conseguenze opposte a quelle sperate, creando una sorta di "legame morboso" con i seguaci più stretti, ma rendendo al contempo il candidato inviso alla maggior parte degli elettori. Ora, spostando il livello di ragionamento su un piano completamente diverso, potremmo tirare una conclusione simile sul comportamento online di Vasco Rossi.

Il social rocker (burp, direbbe The Jerk, eppure l'hanno davvero definito così) è rimasto a più riprese invischiato nella tela che lui stesso ha contribuito a tessere. L'uso smodato di Facebook, cui il sessantunenne di Zocca ha dedicato gran parte dei suoi pomeriggi negli ultimi anni, lo ha proiettato in una sorta di piano spazio-temporale multiplo, in cui la sua stessa vita assume più di un significato, ed ogni evento che vi accade - il matrimonio con Laura, le "dimissioni" da rockstar, la malattia - si presta ad interpretazioni complesse e molteplici. Così anche quando i polmoni del cantautore emiliano fanno cilecca, oppure abbisognano di determinate analisi mediche, il gossip diventa irrefrenabile. Colpa di chi? Della stampa morbosa, senz'altro. Ma anche dello stesso Vasco Rossi, abituatosi ormai a spifferare i propri pensieri più reconditi ai quattro venti di Facebook.

Ecco come mai un semplice «controllo di routine» può diventare un «ricovero d'urgenza in ospedale». Ed ecco come un «viaggio in macchina con autista» può trasformarsi in un «precipitoso trasferimento in elicottero». Voci diffuse sui giornali, queste ultime, e prontamente smentite dallo staff. In attesa che quella buonanima modenese di Vasco acceda al proprio profilo Facebook, per fornire l'ennesima versione dei fatti. Già, perché anche in passato le contraddizioni non sono mancate: nell'agosto 2011, un dolore al petto lo costrinse ad interrompere il tour. A marzo del 2012, sulla propria pagina Facebook, Vasco aveva ammesso che avrebbe avuto a che fare con i dottori ancora per un bel po'. Salvo poi ritrattare alla conferenza stampa di presentazione de "L'altra metà del cielo": «C'è in giro questa voce secondo cui sarei malato. Ma si tratta solo di convalescenza. Se scrivete che sono malato vi bastono», aveva detto ai giornalisti.

A maggio il nuovo affondo: «Fortunatamente, sono guarito completamente da tre malattie mortali. Ho fatto sei mesi di clinica e di antibiotici e per riprendersi una persona normale ci mette un po' di tempo. Ma io non sono normale e sono già pronto. Mi prendo sei mesi sei di recupero. Poi tornerò a stupirvi». Il superuomo della normalità Vasco sta bene: a confermarlo anche il suo medico di fiducia, il dott. Paolo Guelfi della clinica bolognese di Villalba, che ha smentito prontamente i rumours secondo cui il 61enne sarebbe stato malato di tumore. Tutto falso: Il problema del cantante, infatti, sarebbe riconducibile ad un'osteomielite al torace, oltre ad un'endocardite, entrambe causate da alcuni traumi rimediati in passato durante un concerto. Quindi? Qual è la verità? L'unica verità è che il rocker di Zocca è "Vivo, Morto o X", per citare lo storico rivale Ligabue.

Ne dice di cose, Vasco Rossi. Parla molto e sempre con piacere. É nella sua natura, come è nella sua natura l'essere un combattente. Difficilmente si arrenderà ad una malattia. Difficilmente lascerà che siano gli altri a parlare per lui. Ci metterà la faccia, come ha sempre fatto (esagerando, in molti casi). Come nel 2011, poco prima del suo ricovero e dell'interruzione del tour, quando in un'intervista ad Oggi, affermò: «Mi sono stancato di dire 'sto bene' per convenienza. E voglio essere sincero, nell'ammettere di stare male perché non è che questa vita sia incredibile. Non è un buon momento per nessuno». Di sicuro, Vasco Rossi non smetterà mai di essere se stesso, nel bene e nel male. 

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