18 Ottobre Ott 2012 1720 18 ottobre 2012

Vendola vuole vincere le primarie e rompe il Patto di stabilità

Vendola vuole vincere le primarie e rompe il Patto di stabilità

Vendola Nichi

«Il Patto di Stabilità? Noi abbiamo deciso di violarlo». La decisione di Nichi Vendola e della giunta della Regione Puglia arriva come uno strappo. Rompe il vincolo e libera 500 milioni di euro da destinare alle imprese pugliesi. Una violazione, ma anche una provocazione politica: Vendola la fa a testa alta. Per lui è una scelta ideologica, «un atto d’amore», come dice lui, «nei confronti della Puglia», e un’azione di «lotta politica contro il governo Monti». E anche, va detto, un tentativo di salto in avanti nelle primarie: Nichi Vendola ci crede, e adesso – si vede – le vuole vincere. Per farlo, sfodera la carta di una politica di sinistra lontana da quella, rispettosa, di Bersani e di Renzi.

Il governatore pugliese non ha dubbi: si schiera, dice, dalla parte dell’economia reale e si contrappone alle «ricette monetariste» che stanno «spingendo l’Europa nella recessione». Per lui «non ha alcun senso l’idea che si debbano bloccare i cantieri per non spendere le risorse che abbiamo in cassa». La sua ribellione «è un gesto di buon senso: chi ci dice di spendere le risorse comunitarie finge di non sapere che vanno cofinanziate. E il cofinanziamento è strozzato dal vincolo del Patto di stabilità». Insomma, come spiega l’assessore regionale alla Programmazione economica Nicola Fratoianni, «per non perdere i fondi europei la Puglia li deve confinanziare». E rompere il Patto. «Se non facciamo così, la regione fallisce».

E le conseguenze? «La violazione del Patto comporta la necessità di subire delle mini-sanzioni», ha spiegato Vendola. «Ma noi le abbiamo studiate con attenzione: e abbiamo valutato i costi e i benefici». L’unica scelta possibile, continua, era quella di andare avanti e dare una boccata di ossigeno all’economia pugliese. Impiegare, almeno, i fondi europei. Ma non è l’unica cosa. Nichi Vendola non ignora che il suo gesto avrà ripercussioni anche politiche: «sono convinto che molte altre regioni arriveranno alla stessa inevitabile conclusione», ha aggiunto. E c’è già chi lo applaude e invita le altre amministrazioni a seguirlo, come Salvatore Matarrese, presidente dell’Ance Puglia. Per lui, la violazione del Patto è «un auspicio».

Insomma, la mossa è calcolata, e l’effetto può essere deflagrante. Di sicuro, per quanto riguarda il governatore, c’è anche la volontà di rilanciarsi nella corsa per le primarie. Del resto, in lizza c’è anche lui. Nei loro litigi a distanza, sembrava che sia Renzi che Bersani se ne fossero dimenticati.  

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