Io disabile, mi candido alle primarie del centrodestra

Si è candidata alle primarie del centrodestra da otto giorni, ma sulla sua candidatura è calato il silenzio. Del Pdl e dei giornali. Lei si chiama Germana Lancia, è disabile e vuole entrare in politica per difendere gli «invisibili». Ora, però, le servono 10mila firme per concorrere contro Alfano...

Disabile
21 Novembre Nov 2012 1223 21 novembre 2012 21 Novembre 2012 - 12:23

Mi sono candidata alle primarie del Pdl da otto giorni, inviando il 14 novembre l'email che allego, ma con mio sommo stupore (mi ero preparata a una moltitudine di critiche) quasi nessuno dei 50 destinatari ha ricevuto la mia posta. Il 16 ho formalizzato la mia candidatura inviando un fax al partito. Mi sono chiesta il perché di tanto silenzio, e con molta mestizia mi sono data delle risposte. Forse perché non sono bella, non sono ricca, non sono famosa, non sono cretina, non sono tutta seno e sedere.

Sono invece una donna di 50 anni (pur senza interventi di chirurgia plastica ne dimostro meno!); sono nata in Abruzzo e vivo a Roma; laureata, specializzata e masterizzata; lavoro da 10 anni per garantire i diritti delle persone disabili; sono una persona disabile da quando avevo 12 anni e ne sono orgogliosa, perché appartengo a una categoria di persone che affrontano quotidianamente e con dignità problematiche che milioni di persone non riescono nemmeno a immaginare; da sempre credo che la diversità sia una ricchezza per tutti in quanto elemento essenziale della normalità. Nel mio piccolo ho cercato di lottare per vedere riconosciuti i diritti delle persone disabili.

Avevo chiesto aiuto ai giornali perché volevo far sapere al Segretario Alfano e al Presidente Berlusconi che dovevano aiutarmi a raccogliere le 10.000 firme che mi servono per essere ammessa alla competizione. Non sono in grado di raccogliere le firme perché non ho il tempo necessario, non ho nessuno che possa autenticare le firme durante la sottoscrizione, non posso andare in giro per l'Italia non tanto perché mi sposto in carrozzina elettrica (penso che Renzi, Gori permettendo, mi presterebbe il suo camper, ma non é accessibile), bensì perché tutte le notti faccio dialisi, per nove ore mi attacco a una macchina che depura il mio organismo. Questo non mi impedisce la mattina di alzarmi e di andare a lavorare per sette ore, anche se per legge potrei farne due in meno.

Scrivo questo perché già immagino qualche intollerante che dice " ma con tutti i problemi che ha perché non se ne sta a casa a pensare ai capperi suoi". E io rispondo che finché la Costituzione tutela la mia pari dignità sociale nessuno mi può impedire di partecipare alla vita sociale e politica del Paese. Sperando che gli intolleranti non siano troppi, in fondo mi candido anche per dimostrare loro che siamo persone come tutti gli altri, pensavo di ovviare alle mie difficoltà con l'aiuto dei mezzi di informazione, credevo di arrivare alla gente attraverso i mass media; ero pronta alle critiche più feroci, ma non immaginavo questo frastornante silenzio.

Eppure mi sembra strano, in passato molti giornalisti hanno dato spazio alle mie battaglie sociali; qualcuno potrebbe obiettare che in questo caso si tratta di politica, vero, ma perché delle altre 11 candidature si puó parlare e della mia no? Ieri ho chiamato l'agenzia Ansa e ho chiesto se sulla mia persone vi fosse qualche particolare censura, ho poi inviato un'email che hanno ripreso molte persone della società civile, cosa che mi ha fatto molto piacere, ma ancora una volta il 99% dei quotidiani ha ignorato la notizia.

Nella mia campagna elettorale avrei voluto rappresentare le istanze degli anziani dimenticati, dei bambini abbandonati, dei disabili segregati, degli extracomunitari sfruttati, dei disoccupati affamati, dei detenuti violati, per i quali all'orizzonte si profila una qualità di vita ancora più indecorosa. Forse chiedo troppo, forse sembrerò una presuntuosa che da semplice cittadina non ha compreso, o meglio accettato, quale sia il suo posto, ovvero dietro la porta come una una scopa che si nasconde dopo l'utilizzo. Noi gente comune serviamo solo per pagare le tasse e per votare. Sono questi i temi che avrei voluto rappresentare, ma evidentemente non sono stati ritenuti interessanti. Questa la storia fino a ieri, 20 novembre.

Oggi ho bisogno del vostro aiuto visto che ho solo cinque giorni per raccogliere 10.000 firme. La mia grande possibilità potrebbe essere il web, infatti le sottoscrizioni possono arrivare anche on line, oppure un gruppo di eletti nel Pdl (consiglieri comunali, provinciali, regionali, parlamentari) che volessero aiutarmi in questa lotta contro il tempo, o in alternativa, in riparazione al torto subito per via del silenzio che ha caratterizzato la mia candidatura, potrebbero ammettere la mia candidatura senza la raccolta delle
firme.

Circa l'esenzione dalla raccolta firme non mi vergogno a chiederlo, perché ritengo che all'ingiustizia umana, sociale e politica che ho vissuto si debba in qualche modo rimediare, sopratutto in virtù dei temi che avrei voluto proporre durante la mia campagna elettorale. Per raggiungere l'obiettivo delle 10.000 firme chiedo l'intervento del Presidente Berlusconi, io lo conosco da tantissimi anni. Devo dire che in
passato é stato con me molto cortese, nel senso che più volte mi ha ricevuto a Palazzo Grazioli, dove mai, dico e rivendico mai, ho chiesto alcunché per la mia persona, ho sempre e soltanto chiesto la tutela dei diritti delle persone disabili. Lui mi sempre detto che mi avrebbe aiutata, ebbene credo che non
possa esserci migliore occasione di questa.

Laddove questo non dovesse essere, mi rassegnerò al fatto che per talune tematiche non si é ancora pronti, ma non vivrò di rimpianto per non averci provato.

 

Mi candido alle primarie del PDL per dare vita agli invisibili

Ho deciso. Voglio candidarmi alle primarie del PDL. 
In genere si salta sul carro del vincitore e non sulla nave che rischia di affondare, ma io non ho mai amato le avventure facili.
Il mio gusto per l'incognito non mi impedisce di analizzare la realtà che mi aspetta: uno stagno dove rischi di essere considerata un brutto anatroccolo rifiutato dai cigni del potere. Dove sembra che per il gentil sesso un faccino da bambola rappresenti requisito indispensabile per poter entrare alla corte del re. Dove sarò tacciata di nullità in cerca di visibilità. Circa la nullità respingo ogni accusa, In quanto essere umano mi considero un'opera d'arte unica e irripetibile, quindi dal valore inestimabile, ma sulla ricerca di visibilità devo riconoscere che così é. In questo Paese le persone che hanno problemi vengono considerate invisibili, quasi che ignorarci equivalga a cancellarci.
Le persone con problemi sono:
• Gli anziani che tanto hanno dato a questo Paese e che oggi, causa l'impennata dell'età media, sembrano essere diventati solo un problema per la casse dello Stato.
• I bambini che non hanno una famiglia e che si preferisce tenere chiusi in strutture protette piuttosto che darli in affido a parenti o conoscenti.
• I disabili, acuti e cronici, che sembrano avere sempre meno diritti, lasciati alle loro quotidiane difficoltà. Tanto chi ci vede?Chi ci sente? Chi ci comprende? Chi si muove? Quindi condannati a scontare pene detentive, con domiciliari a vita per i più fortunati, per reati mai commessi.
• Coloro che non hanno di che sostenersi, che hanno perso anche la speranza per un futuro migliore.
• Le famiglie che non hanno servizi adeguati che permettano loro di crescere con serenità i loro figli: nidi, scuole materne, dopo scuola aperti fino a tarda sera.
• Gli stranieri considerati come appestati utili solo per i lavori che nessuno vuole fare.
• I detenuti trattati come animali in gabbia che di sicuro non godono del valore rieducativo della detenzione.
• Tutti coloro che soffrono nel corpo, nella mente, nel cuore e nello spirito, che pur non appartenendo ad una specifica categoria dovrebbero essere curati e tutelati.
É per queste persone senza volto e senza nome che ho deciso di candidarmi.
Per prendere parte alla competizione elettorale necessito di 10.000 firme che onestamente non sono in grado di raccogliere.
Quindi mi rivolgo al Presidente On. Silvio Berlusconi e al Segretario On. Angelino Alfano per chiedere il loro aiuto.
La mia richiesta potrebbe apparire impudente, ma di certo scusabile se si pensa che avrei potuto scegliere di candidarmi in un partito politico che nuoti in acque meno agitate e più pulite. E allora perché questa scelta? Perché credo nei valori del centrodestra e se ci sono stati uomini e donne che non hanno saputo rappresentarli non é fuggendo o seguendo le sirene che si potrà recuperarli.
Di sicuro non sembrerò una candidata forte, anzi, ma nella mia vita ho imparato che palesare i propri limiti nulla toglie alla propria dignità e alle proprie competenze e capacità.
Le mie competenze le ho acquisite con una laurea in Giurisprudenza, una specializzazione in Diritto del lavoro e della previdenza sociale, un master in Organizzazione, management, innovazione nelle pubbliche amministrazioni; un lavoro decennale nella pubblica amministrazione per difendere i diritti delle persone disabili.
La mia capacità sta nel credere che in una notte nera, su una pietra nera, una formica nera Dio la vede.
Non si tratta solo di fede, grande dono della mia vita, bensì di un progetto di vita che mette l'uomo al centro di tutto e tutti.
Questo mi permette di dare un senso a tutto quello che mi accade, di non piegarmi sotto il peso dei grandi dolori che la vita ci riserva, di pensare che un domani migliore deve e può esserci per ogni essere umano.
Laddove dovessi riuscire nella raccolta delle firme la mia campagna elettorale si svolgerà solo attraverso i mezzi di comunicazione poiché essendo una persona in dialisi ogni notte sono attaccata ad una macchina per nove ore; ma questo non mi impedisce al mattino di alzarmi di sedermi sulla mia carrozzina elettrica e di andare a lavorare per 7 ore al giorno.
Candidarmi alle primarie mi permetterebbe di rappresentare le istanze di tutti gli invisibili che hanno il diritto di partecipare alla vita attiva del Paese.
Mi sarà consentito? Chissà!
Il mio motto? Tanto conciso quanto diretto: BASTA: riprendiamoci il nostro futuro, le nostre speranze, per un Paese che metta al centro della sua etica LA TUTELA DEI DIRITTI DELLE PERSONE IN DIFFICOLTÀ.

Germana Lancia
                                        

 

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