8 Dicembre Dic 2012 1627 08 dicembre 2012

Berlusconi solo contro tutti (anche Ferrara e Geronzi)

Berlusconi solo contro tutti (anche Ferrara e Geronzi)

Silvio Berlusconi Alta Kika2610507

Silvio Berlusconi si ricandida alla prossime elezioni politiche. Lo annuncia a Milanello, il campo di allenamento del Milan in un freddo sabato di dicembre, festa dell’Immacolata Concezione. Il Cavaliere spiega di essere «l’unico leader valido nel centrodestra». Che di altri candidati non ne hanno trovati, che il segretario Angelino Alfano «deve crescere» e che lui «correrà per vincere, come ho sempre fatto nella mia vita». Poi attacca la magistratura, mira a un accordo con la Lega Nord in Lombardia sul candidato governatore e infine ricorda che nel suo partito ci saranno «facce nuove», recitando un copione già visto diverse volte in questi anni. Anzi lo stesso da venti.

Eppure, anche se ancora una volta è stato capace di spiazzare alleati e avversari, il Cavaliere sembra sottovalutare il contesto in cui sta maturando la scelta di scendere in campo. A dirlo non sono solo i sondaggi (ce n’è uno Swg che dice che il 73% degli italiani non lo vuole più, ndr), ma gli uomini che un tempo lo consigliavano nelle scelte più difficili, «gli amici» come li definisce qualcuno. A scoraggiarlo c'è pure una situazione politica diversa, cambiata, lontana anni luce da quella degli anni passati, soprattutto nel nord Italia, che un tempo lo aveva incoronato imperatore in centri importanti come Milano, la Lombardia e il Veneto.

Giuliano Ferrara questa mattina ha iniziato a criticare la scelta sul Foglio, con un editoriale dal titolo emblematico, «Despuesto a morir matando», preso in prestito dal quotidiano El Pais. Ferrara - quello che nemmeno un anno fa confezionò pure una giornata dei mutandoni difendendo Berlusconi dal Bunga Bunga e dal processo Ruby - è chiaro nel dire che il Cavaliere rischia di andare a sbattere contro «un muro» e che «passeremo i prossimi anni a leccarci le ferite».

Sempre sul quotidiano di centrodestra, di proprietà di un pezzo da novanta del Pdl come Denis Verdini, è Cesare Geronzi - il potente banchiere di sistema punto di raccordo con il Vaticano e la politica romana ma pure del sistema finanziario del nord - a sancire la fine del berlusconismo. «Rischia di uccidere la sua storia», sostiene il banchiere di Marino, per questo motivo «ha molte altre cose importanti da fare, ha una bellissima famiglia cui dedicarsi»·

Ma il Cavaliere non vuole ascoltare nessuno. Va dritto per la sua strada. Del resto, non aveva ascoltato nei giorni scorsi l’ex sottosegretario Gianni Letta, né il fidato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, più che mai spaventato per la tenuta delle aziende della famiglia Berlusconi. L’impressione, come ha spiegato il direttore del Tempo Mario Sechi, è che il «Re Sole ora sia Solo». Sempre più solo. L’ex presidente del Consiglio si ritrova in casa l’appoggio di falchi come Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto, ma vede allontanarsi sempre più l’ala moderata rappresentata soprattutto dagli europarlamentari europei come Mario Mauro e Gabriele Albertini.

Non solo. Franco Frattini, ex ministro degli Esteri che Berlusconi sostiene sia felice per la sua ricandidatura, difficilmente potrà seguirlo in questa nuova avventura. Il problema vero è il Ppe, il partito popolare europeo che, tramite i suoi referenti, ha già fatto sapere a Mauro tutte le perplessità per la linea anti Monti presa dal Cavaliere. Di mezzo ci sono i rapporti con la Cdu di Angela Merkel e le conseguenze a livello internazionale. Ma anche qui Berlusconi fa orecchie da mercante. Non è chiaro se per davvero i moderati alla fine lasceranno il Pdl, è evidente però che ci stanno ragionando.

Al momento, a Montecitorio, si sono staccati dieci parlamentari dalla fronda anti governo, ma il numero potrebbe crescere. Nella stessa cena citata oggi in un retroscena dal direttore del Giornale Vittorio Feltri - dove si sarebbe festeggiata la fine del Cav - non c’erano solo Roberto Formigoni, Maurizio Lupi o Gianni Alemanno, ma pure Luigi Casero uno che ha professato la sua fede per Berlusconi quasi indefessamente per vent'anni.

Insomma, terra bruciata. Soprattutto nelle regioni del nord. In Lombardia nel 2008 la situazione era molto diversa. Gli scandali che hanno travolto la regione con Formigoni non aiuteranno il centrodestra alle elezioni. L’impressione è che si possa ripresentare la stessa situazione di Milano, quando Giuliano Pisapia vinse contro Letizia Moratti. Adesso c’è Umberto Ambrosoli, alle prese con le primarie civiche, ma capace di intercettare proprio quel voto di centrodestra che negli anni passati non aveva disdegnato il Cavaliere. E infine c’è il nodo Lega Nord.

Berlusconi, dicono i suoi fedelissimi, sarebbe già convinto di perdere contro il centrosinistra di Pierluigi Bersani a livello nazionale, ma con questo sistema elettorale l’accordo con la Lega potrebbe valere un Senato bloccato, già minato dalla presenza del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo: la vita del Pd e di Sel a palazzo Madama sarebbe difficilissima. Come si potrà arrivare a un accordo con il Carroccio non è chiaro. Lo stesso Flavio Tosi, possibile candidato premier della coalizione leghista, ha dato la sua disponibilità a candidarsi a premier ma «non con Berlusconi». 

La sensazione, però, sostengono alcuni nel Carroccio è che il Cavaliere alla fine desisterà. Che il suo «è un modo per salvare i suoi», per alzare il prezzo della trattativa con gli altri partiti e all'interno del Pdl. Per questo motivo in tanti in queste ore stanno chiamando Berlusconi per farlo desistere da questa scelta. In particolare i moderati, come lo stesso Ferrara o lo stesso Mauro e Lupi. Persino la Lega Nord, che conta di strappare un accordo con una parte del Pdl in Lombardia. Roberto Maroni sa che un accordo a livello nazionale con Berlusconi sarebbe devastante per la propria identità e in termini di voti.  

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook