29 Gennaio Gen 2013 2005 29 gennaio 2013

E alla Regione Sicilia già si sospetta la compravendita di parlamentari

E alla Regione Sicilia già si sospetta la compravendita di parlamentari

Sembra di ritornare ai giorni antecedenti il 14 dicembre 2010, quando il Cavaliere conquistò la fiducia grazie ai cosiddetti “Responsabili”, salvando miracolosamente il governo da lui presieduto. Erano i giorni di Domenico Scilipoti, pluri-intervistato da tv, radio, e giornali, i giorni di Antonio Razzi, Catia Polidori, Bruno Cesario. I quali cambiarono bandiera da un giorno all’altro. Anzi nel corso di una notte.

Oggi si verifica un episodio simile all’Assemblea regionale siciliana, nel “Parlamento più vecchio d’Europa”. All’indomani dell’elezioni regionale del 28 ottobre scorso vinte da Rosario Crocetta, si poneva una questione seria: il neo-governatore della Sicilia non aveva i numeri per poter governare. Crocetta poteva contare su 39 deputati sui 90 che siedono a Palazzo dei Normanni, ma fu chiaro fin dal primo momento: «Conquisterò la maggioranza provvedimento dopo provvedimento».

Ecco, a tre mesi esatti dall’elezione a governatore, Rosario Crocetta ha la maggioranza, potendo contare «almeno su 46 deputati». E nei prossimi giorni, come confermano a Linkiesta, «la maggioranza potrebbe addirittura sfiorare quota 50». Ovviamente le polemiche non mancano. E c’è chi addirittura arriva ad evocare lo spettro della compravendita di parlamentari. Il primo a denunciare «il mercato delle vacche» è stato Rino Piscitello, segretario regionale del Pds (ex Mpa): «Allora – dice al telefono con Linkiesta – è successo questo: i deputati, come lei saprà, sono 90, e Crocetta ne aveva 39. Nel giro di due mesi Pippo Gianni, Riccardo Savona, Edmondo Tamajo, Michele Cimino, Nicola D’Agostino, Salvatore Lo Giudice, eletti con il centrodestra, sono passati con il centrosinistra e quindi con Crocetta. E le posso dire che ci sono altre trattative in corso con altri tre deputati. A ciò bisogna aggiungere Nello Di Pasquale (Popolo e Territorio) e Marco Forzese (Udc) traslocati nel gruppo all’Ars di Crocetta».

In sostanza coloro che un tempo si definivano “lombardiani” (fedeli di Raffaele Lombardo), o cuffariani (in onore di Totò Cuffaro) hanno preferito abbandonare il centrodestra «per salire sul carro del vincitore». Un migrazione per “responsabilità”? «Ma quale... Cosa succederebbe – continua Piscitello – se 80 parlamentari nazionali passassero dall’opposizione alla maggioranza nel giro di un mese? Lei pensa che tutti questi all’improvviso si siano convertiti al centrosinistra? Oltretutto questa cosa rischia di falsare il voto nazionale». E allora cosa succederà? «Noi la prossima settimana presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica per compravendita di parlamentari». Roba forte.

Ma c’è da crederci alla denuncia dei lombardiani? Mariella Maggio, ex segretario regionale della Cgil, neo-eletta “deputata” all’Ars con il Partito Democratico, è sincera con Linkiesta: «Questi spostamenti mi lasciano perplessa. Ovviamente questi parlamentari non saranno stati legati al credo politico. Probabilmente molti di essi hanno lasciato l’area di riferimento perché non sono stati candidati alle politiche, e altri perché non riescono a stare all’opposizione». Totò Cordaro, capogruppo del Pid (Popolare Italia Domani), rincara la dose: «Credo di poter dire che questa transumanza, per dirla in termini animalesca, è vergognosa. Essere eletti un mese fa con un movimento che ha sostenuto Nello Musumeci, e passare con Crocetta mi lascia perplesso, e mi fa schifo».

E poi c’è Pippo Gianni, accusato da tanti di aver lasciato l’opposizione perché al figlio non è stato garantito un “seggio sicuro” alle elezioni politiche. Oggi Gianni, che il 14 dicembre del 2010 fu uno di quelli che salvò Berlusconi, ha aderito a “Centro Democratico”, movimento che fa riferimento a Bruno Tabacci: «Guardi, io non sono passato in nessuna maggioranza. Io sono passato dal centrodestra al centrosinistra quando Berlusconi ha trovato l’accordo con Gianfranco Micciché e Raffaele Lombardo, entrambi responsabili del fallimento e dello spreco di denaro in Sicilia». In sostanza «io sono con Tabacci, Tabacci è con Bersani, e Bersani è con Crocetta. Se Crocetta porterà avanti provvedimenti che seguono il mio punto di vista le voterò. Voterò secondo scienza e coscienza».

E poi c’è chi come Giuseppe Federico, detto Pino, gelese, ed ex presidente della Provincia di Caltanissetta, eletto per la seconda volta deputato regionale fra le file del movimento di Lombardo (Mpa), sarebbe quotato fra i prossimi acquisti di Rosario Crocetta. A Linkiesta Federico smentisce: «Ad oggi io non passo con nessuno». Però strizza ugualmente l’occhio al neogovernatore: «Io non avrei bisogno di alcuna compravendita perché tra me e Crocetta c’è un rapporto di amicizia e di stima reciproca. A me interessa che si lavori per il bene della Sicilia. L’importante è ripartire...». Evviva l’amicizia.

Ma c’è anche chi, come un casiniano di ferro che preferisce restare anonimo, conferma a Linkiesta la compravendita: «La compravendità c’è: Berlusconi la faceva con le donne, qui si fa con incarichi e posti di sottogoverno. Qui sembra di essere al mercato...». Ma non era il Parlamento più antico d’Europa?

@GiuseppeFalci 

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