9 Febbraio Feb 2013 1726 09 febbraio 2013

Derivati, i pm di Bologna aprono un fascicolo su Unipol

Derivati, i pm di Bologna aprono un fascicolo su Unipol

È solo un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato. Lo ha aperto la Procura di Bologna dopo l’arrivo di alcuni esposti. I denuncianti segnalano una serie di illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione di patrimoni privati e societari da parte di Unipol Banca attraverso strumenti finanziari derivati.

Secondo lo studio legale trevigiano Calvetti-Murgia, che assiste i denuncianti, il meccanismo sarebbe quello dell’abuso sistematico della negoziazione di prodotti finanziari derivati senza alcuna autorizzazione, in conflitto di interessi tra la banca del gruppo Unipol e i clienti. Le perdite accertate sarebbero di oltre 50 milioni di euro per la clientela. Corrispondenti ad altrettanti utili per il gruppo assicurativo che così si sarebbe liberato – stando ai denuncianti – di enormi quantitativi di titoli “tossici”. I fatti risalgono al 2007, quando gli investimenti in derivati fatti dai clienti, stipulati tra il 2002 e il 2005, iniziarono ad evidenziare perdite consistenti, ben oltre i limiti del mandato gestorio che i clienti sostengono di aver conferito a Unipol.

Clicca qui per vedere la perizia

I clienti danneggati, secondo quanto reso noto dagli avvocati, sono importanti imprenditori marchigiani nell’ambito del procedimento civile presso il Tribunale di Bologna. Una consulenza tecnica d’ufficio, che il tribunale ha affidato al professor Angelo Paletta dell’Università di Bologna, avrebbe esporre uno scenario di abusi finanziari. Dalla perizia emergerebbe che Unipol Banca sarebbe stata in grado di documentare solo una cinquantina di disposizioni dei clienti su un totale di 22mila operazioni, attribuendo la colpa a un mal funzionamento del sistema informativo. La perizia evidenzia una serie di presunte lacune relative all’espletamento dei servizi di investimento, materia che ricade sotto la vigilanza della Consob. I legali si spingono a parlare di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso in bilancio.

«Il prossimo passaggio – ha detto l’avvocato Francesco Murgia – è quello volto ai possibili riflessi di tali condotte sui bilanci di fusione Unipol-FonSai, in parallelo all’indagine già in corso da parte della procura di Torino sul gruppo FonSai, e sui possibili illeciti che tali operazioni possono aver generato nel recente matrimonio tra i due gruppi finanziari». 

Il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini ha dichiarato che«sono giunti alcuni esposti da parte di azionisti. È stato aperto un fascicolo conoscitivo delegando accertamenti preliminari alla Guardia di Finanza». Nel fascicolo, al momento, nessuna ipotesi di reato. «Le ipotesi di reato sono state formulate dai denuncianti», ha chiarito Giovannini. Il caso è stato assegnato al sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio.

Gli esposti sarebbero tre e porterebbero le firme di alcuni azionisti, che a seguito di quanto emerso nel procedimento civile hanno chiesto una richiesta di riapertura di indagini, dopo che il 26 luglio 2011 il gip Bruno Perla aveva disposto l’archiviazione di un fascicolo nato da una precedente denuncia di quattro clienti della banca, presentata il 22 novembre 2007. «La società non ha nulla da aggiungere a quanto chiarito dal procuratore aggiunto di Bologna, in particolare circa la provenienza e la riconducibilità delle ipotesi di reato esclusivamente alle dichiarazioni formulate dai denuncianti», ha precisato un portavoce di Unipol. 

Potrebbe interessarti anche
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook