13 Febbraio Feb 2013 1319 13 febbraio 2013

Caro Squinzi, voi industriali che idea avete della libertà di stampa?

Caro Squinzi, voi industriali che idea avete della libertà di stampa?

Caro Giorgio Squinzi, non ci vuole un gran genio per capire il senso di quelle espressioni pronunciate al telefono nel corso di una conversazione con l’amministratore delegato di Finmeccanica, il quale si sta lamentando perché il Sole 24 Ore dedica una certa qual attenzione alle oscure vicende aziendali. «Oggi mi sembra che abbia superato il limite - dice Orsi -, cioè, il giornale che mi attacca di più è il Sole… Ho fatto veramente fatica e non te ne avevo voluto parlare». Squinzi replica: «Comunque interveniamo subito». Orsi: «Essenzialmente Dragoni (giornalista)… c’ho tutti articoli…attaccarmi così personalmente…». Squinzi: «Sai, con questi giornalisti è sempre un problema, non gli puoi mai dire niente. Però intervengo sul direttore, glielo dico».

Non sappiamo se poi il presidente di Confindustria abbia dato seguito a quelle parole e sia davvero «intervenuto» sul direttore del Sole, non sappiamo neppure se in realtà quelle espressioni avessero come obiettivo l’intenzione di blandire semplicemente l’interlocutore per poi dissociarsene, fatto sta che il quotidiano ha continuato a raccontare le vicende con lo stesso passo.

Una questioncella non banale si pone comunque e la giriamo al presidente Squinzi che sta a capo di tutti gli industriali d’Italia: ma voi che idea avete dei giornalisti? Che immagine vi siete fatti, negli anni, del ruolo della stampa, pensate davvero di poter semplificare i rapporti con la categoria al punto di ripristinare quel vecchio arnese da padrone della ferriera che era l’intervento sul direttore? È utile saperlo, perché negli anni le cose sono molto cambiate e non a favore dei giornalisti. È utile saperlo, perché i rapporti di forza sono così sproporzionati che il peso di una crescita comune è decisamente più in carico a voi. Avete le proprietà dei giornali, avete le aziende, avete le relazioni, avete spesso cointeressenze con la politica: è del tutto evidente che «noi» contiamo meno, è del tutto evidente che ci sono sistemi plurimi per farci fuori, è del tutto evidente che se volete restituire «tranquillità» al sistema, la vostra tranquillità, avete tutti i mezzi per farlo.

La domanda successiva viene naturale: vi conviene? A questa domanda si possono dare mille risposte. Dal nostro punto di vista, dal vostro, da quello dei lettori (spesso inconsapevoli). Anche senza entusiastiche adesioni ai sacri principi della libertà di stampa, ma solo con uno scatto di purissimo egoismo, dovreste concludere che non fa comodo neppure a voi avere dei camerieri a libro paga. Primo perché nella nostra categoria ce ne sono già parecchi, basta andarseli a cercare evitandovi la fatica di un «intervento» così clamoroso e diretto, secondo perché l’idea che sovrintende a questo progetto ideale (e solo parzialmente realizzato) porterebbe tutte le aziende in uno stato informativo e comunicativo di non-concorrenza. Insomma, un concetto non esattamente tra i più liberali.

Notiamo come società pubbliche intendano spendere molti denari per creare una rete di «solidarietà» giornalistica in grado di sostenere bellamente ogni prodezza aziendale. Nelle intenzioni di Finmeccanica pare ci fosse l’intenzione di assoldare fantomatiche società di comunicazione in grado di selezionare, all’interno dei giornali, un pacchetto di mischia privilegiato con cui amabilmente relazionarsi nei momenti più delicati.

Anche in questo caso, spreco di soldi pubblici e non lo diciamo per un vetero senso etico. No, la questione è proprio un’altra e riguarda le sensibilità di certi capi azienda rispetto ai mezzi di comunicazione. Ve lo ripetiamo, così vi entra in testa. Ci sono già giornalisti ben disposti a vendersi senza la ridicola necessità di mettere in piedi chissà quale task force milionaria. Selezionateli, almeno fate questa fatica, guadagnatevelo questo pacco di soldi che ogni mese vi entra in cassa!

Poi però non lamentatevi troppo, non fate i piangina, se incappate in quello un po’ tignoso che vuole fare semplicemente il suo mestiere, che intende mantenere alte le ragioni della dignità professionale anche di fronte al suo direttore, anche di fronte all’editore che scalpita. Che ancora pensa di fare un buon servizio per il lettore.

Questa è gente rognosa. Mica tanto simpatica. Perché avere rapporti?

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