16 Febbraio Feb 2013 1425 16 febbraio 2013

Grillo e Monti su Mps: chi dice il falso?

Grillo e Monti su Mps: chi dice il falso?

25 gennaio, Zeta 

Assumendo corretti i dati riportati nella Nota integrativa consolidata, l’affermazione fatta dal senatore Monti è vera. Infatti, a compendio della tabella* riassumente le variazioni degli strumenti di capitale per gli anni 2011 e 2010, viene specificato che l’ammontare di 1.900 mln. di euro alla voce “Altri strumenti di capitale” corrisponde all’emissione di Tremonti bond sottoscritta nel 2009.
Con riferimento ai bilanci consolidati per gli anni 2009 e 2010, siamo anche in grado di affermare che non vi è stata alcuna riduzione netta del finanziamento ottenuto.

Fonti: Banca Monte dei Paschi di Siena, Progetti di Bilancio al 31/12/2011 (e 2010, 2009).

*Tabella tratta dalla Nota Integrativa Consolidata, Progetto di Bilancio 2011, p. 254 del progetto di bilancio redatto per l’anno 2011. 

28 gennaio, Assemblea MPS (servizio su Piazza Pulita)


Premessa:

Innanzitutto è necessario attribuire un significato preciso alla parola “buco”. Vi sono , in questo caso, due possibili alternative:

- Interpretare il “buco” come una perdita di conto economico realizzatasi nel 2011 o 2012.

- Interpretare il “buco” menzionato da Grillo come potenziali perdite future ,dovute a svalutazioni di componenti dell’attivo o al mancato rimborso di crediti verso la clientela.

La differenza sostanziale è che una perdita, una volta iscritta, è certa mentre il valore dei cosiddetti asset tossici o in sofferenza è ben altro discorso. 
Tuttavia, anche in questo in caso i principi contabili in vigore richiedono che vengano iscritti a conto economico i necessari accantonamenti , in contropartita di fondi a copertura dei rischi futuri. Sui dettagli tecnici non ci addentriamo ulteriormente, ma si tenga a mente che tali perdite non sono ancora state realizzate, e sono in parte coperte da fondi rischi previsti per legge.

Veniamo ai numeri (1):

- Nei primi nove mesi del 2012 è stata registrata una perdita di circa 1665 milioni (Considerando gli effetti netti della PPA* […] e quelli delle sopracitate svalutazioni)

- Nel 2011, invece la perdita registrata è di oltre 4 di miliardi. (I risultati si riferiscono al conto economico consolidato, tengono conto degli effetti netti della PPA, e sono comprensivi anche di impairment e svalutazioni.)

Sempre a livello di gruppo, tra il 31 dicembre 2011 e il 30 settembre 2012 la percentuale di crediti in sofferenza e incagliati è passata dal 7,5% al 9% sul totale dei crediti alla clientela, che ammontano a circa 140 miliardi di euro.
In termini nominali, l’ammontare dei crediti di difficile riscossione è salito da 10.9 a 13.1 miliardi, risultato che poi andrebbe confrontato con l’aumento delle riserve di copertura, che sono costituite per l’appunto da accantonamenti preventivi.

Difficile trovare un riscontro oggettivo della cifra segnalata dal leader del Movimento 5 Stelle, anche perché i rimanenti asset sono anche stati oggetto di svalutazioni, e può darsi inoltre che parte dei crediti in sofferenza vengano recuperati.

Per quanto riguarda il portafoglio titoli e l’esposizione sui derivati proprietà, a pagina 28 dell’ultimo resoconto di gestione -datato 30 settembre 2012 - viene riportato un valore complessivo di 37 miliardi, in aumento di circa 1 miliardo rispetto al 30 giugno 2012.

Come noto dalla cronaca, le perdite sui contratti derivati sono oggetto di analisi da parte dei revisori e di possibili inchieste giudiziarie, pertanto ci asteniamo da qualsiasi tipo di valutazione.

(1) Il bilancio consolidato per l’anno 2012 non è ancora disponibile. Valuteremo nell’ordine, le perdite e i crediti in sofferenza/incagliati riportati nel Bilancio 2011 e nel Resoconto Intermedio di Gestione datato 30 settembre 2012.

*Purchase Price Allocation

Fonti: Progetto di Bilancio 31/12/2011 e resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012 - Banca Monte dei Paschi di Siena

7 febbraio, Corriere Online

Come mostra la tabella qui sotto - che riporta il premio salariale - in tutti i paesi dell’Unione Europea per cui sono disponibili dati individuali su salari lordi e tipologie contrattuali (fonte EU-SILC), i contratti a tempo indeterminato costano di più dei contratti a tempo determinato a parità di livello di istruzione e di esperienza lavorativa. Non ci risulta che ci siano riduzioni contributive o fiscali per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quelli “precari”. Semmai il contrario. Quindi sembrerebbe che ovunque i contratti a tempo determinato costino di meno di quelli a tempo indeterminato.

Permio salariale: quanto in percentuale viene pagato di più un lavoratore con un contratto a tempo indeterminato rispetto a un contratto a tempo determinato a parità di anni di istruzione ed esperienza lavorativa

Fonte: Tito Boeri, Institutional reforms and dualism in European labour market, in Orley Ashenfelter e David Card, Handbook of Labour Economics, 2010

8 febbraio, Leader

Nell’anno 2011 (il più recente per il quale sono disponibili dati) l’Italia ha contribuito al budget europeo un totale di 16 077 milioni di euro mentre la UE ha speso per l’Italia 9 585 milioni di euro (la contribuzione netta risulta quindi essere pari a 6 492 milioni di euro).


Fonte: Commissione Europea, Financial Programming and Budget

13 febbraio, Lo Spoglio

Prendendo come riferimento le stime del Centro Italiano Studi Elettorali, dei 104 senatori iscritti al gruppo parlamentare del Partito Democratico, risultano candidati in posizioni sicure per il prossimo Senato solo 24, più 3 in posizioni incerte.
Tuttavia, per capire quanto rinnovamento ci si può aspettare per la camera alta, bisogna tener presente i passaggi fra Montecitorio e Palazzo Madama. Vi sono, infatti, fra i ranghi democratici, 8 senatori candidati in posizione sicura per l’elezione alla Camera dei Deputati. Inoltre 19 dei “nuovi” senatori provengono dal gruppo PD di Montecitorio.
Riassumendo, rinnovamento sì, ma comunque il 51% dei deputati ed il 32% dei senatori democratici faranno parte con tutta probabilità del prossimo Parlamento, anche grazie al prevedibile incremento dei posti a disposizione.

Fonti: Senato, Gruppi Parlamentari XVI LegislaturaCentro Italiano Studi Elettorali (CISE)

Fact checking in collaborazione con lavoce.info e i Checkmate

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