18 Febbraio Feb 2013 1425 18 febbraio 2013

Zingales esce da “Fermare il declino”: «Oscar mente»

L’accusa è di far imbellettato il curriculum accademico

Gli errori si pagano, e le bugie ancora di più. Ad una settimana esatta dal voto si solleva un polverone nel movimento politico Fare per Fermare il Declino. Luigi Zingales, autorevole economista con cattedra a Chicago ed editorialista de il Sole 24 ore e de L’Espresso, nonché fondatore del movimento di Oscar Giannino, annuncia via Facebook le dimissioni dal nascituro partito politico: «Dopo aver avvisato i vertici ieri, lo faccio oggi in modo pubblico, perché ho trascinato molte persone in questo movimento e mi sento in dovere di spiegare loro le ragioni della mia scelta. Io credo nella trasparenza, anche in queste scelte».

Ma cosa sarà successo da far inalberare Zingales? L’economista precisa che voterà ugualmente Fare per fermare il Declino. Ma Oscar Giannino «ha mentito in televisione sulle sue credenziali accademiche dichiarando di avere un Master alla mia università anche se non era vero». Oltretutto, continua Zingales su Facebook, «anche la sua biografia presso l’Istituto Bruno Leoni ora prontamente rimossa (v. copia cache della pagina dell’IBL) riportava credenziali accademiche molto specifiche e, a quanto mi risulta, false. Questo è un fatto grave, soprattutto per un partito che predica la meritocrazia, la trasparenza, e l’onestà». E non c’è stato alcune reazione da parte di Giannino che invece «si è rifiutato, nonostante io glielo abbia chiesto in ginocchio».

Zingales tiene a chiarire il punto politico: «Non mi dimetto certo perché sono in disaccordo con le proposte di Fare. Sono fiero della campagna elettorale che è stata fatta e ringrazio Oscar Giannino, Michele Boldrin, e tutti quanti per l’enorme sforzo che vi hanno dedicato. Credo fermamente nelle idee che abbiamo portato avanti insieme. Ma ho sempre pensato che anche le idee più sane abbiano bisogno di gambe sane. Finora, con tutte le difficoltà e tutti gli errori di un movimento nato in fretta, Fare aveva realizzato un piccolo miracolo, selezionando per lo più liste di persone brave e pulite. Grazie alla difficoltà della battaglia solitaria, gli arrivisti si erano concentrati principalmente altrove». 

Intanto da Matera, ieri, secondo quanto riporta un’agenzia Ansa delle 12.42, Oscar Giannino aveva chiarito: «Mi hanno detto che in rete c’è una cosa che gira su un mio presunto master alla Chicago Booth. Vorrei chiarire che su questo c’è un equivoco. Io il master non l’ho preso alla Chicago Booth. Sono andato a Chicago a studiare l’inglese e così via. Bastava chiederlo e avrei risposto».

In un commento, postato sulla sua pagina Facebook, Giannino entra nei dettagli: «In effetti, da quanto ho detto a Repubblica si capiva il contrario. Quindi, chiarire era necessario in pubblico, sostiene Luigi [Zingales]. Ed è una piccola prova di quello che Fare riserverà all’Italia. Cominciando da me, come – ripeto – è giusto. Sono da decenni giornalista, non ho mai usato presunti titoli accademici – che non ho – per carriere che non mi competono. Lavoro da quando sono giovane, sotto gli occhi di tutti. Quanto so l’ho studiato per i fatti miei, vale anche per gli altri titoli che mi vengono attribuiti in rete, continuo a farlo ogni giorno, ed è ciò che dato forza a quel che ho fatto scritto e detto sotto gli occhi di tutti». La conclusione è un invito ad andare avanti nella campagna elettorale rivolto ai militanti di Fare: «Ora gambe in spalla, e occupiamoci di raggiungere il risultato che è a portata di mano».

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