4 Marzo Mar 2013 1751 04 marzo 2013

Lega Nord d’Arabia: adesso gli imam sbarcano in Liguria

Il sindaco leghista di Albenga inaugura il più grande centro culturale islamico ligure

Mario Borghezio, europarlamentare, che minacciava di andare a prendere "per la barba” gli imam, forse non la prenderà bene. Perché somiglia quasi a un gesto rivoluzionario quello di Rosy Guarnieri - sindaco della Lega Nord ad Albenga - di inaugurare il Centro Culturale Islamico (ovvero una moschea) più grande della Liguria. Eppure è successo. Crea qualche polemica nella vecchia base leghista, tra i duri e puri della bergamasca, ma apprezzamenti da parte dei cosiddetti «sindaci guerrieri», capitanati da Flavio Tosi, primo cittadino di Verona, primo esponente di quella nuova Lega 2.0 di Roberto Maroni, ormai più simile alla Csu bavarese che a un movimento, in giacca e cravatta e lontana dalle ampolle del dio Po.  

La storia di questo Centro Culturale Islamico è lunga e articolata. Parte nel 1994, quando l’ex sindaco del Partito Comunista decide di venire incontro alla ancora piccola comunità islamica concedendo nella città ligure un magazzino di 40mq per svolgere i raduni di preghiera e le festività. È solo l’inizio. L’immigrazione non è ancora esplosa. Ma dal nordafrica cominciano ad arrivare tanti immigrati. Si insediano. Lavorano. Mettono su famiglia. Prendono anche la cittadinanza italiana. Nel 2013 i dati sono questi: nella sola Albenga i cittadini di fede musulmana sono in 2500, quasi un decimo sui 25 mila abitanti in totale.

Per anni, durante il venerdì, i fedeli si radunano in piazza San Francesco, pieno centro storico, per pregare. Lamentele. I negozi non riescono a farsi recapitare la merce. I cittadini si lamentano. Ne nascono dissidi e un po’ di disordine. Nasce da qui, la battaglia del sindaco Guarnieri per risolvere la situazione. E la comunità islamica decide di venire incontro al primo cittadino, autotassandosi per poter affittare uno spazio dove ritrovarsi. Il Centro Culturale Islamica si trasferisce in Regione Bagnoli, distante dal centro cittadino, «dove si va così a risolvere una situazione difficile». 

Spiega Guarnieri «Non si tratta di una questione partitica, politica o ideologica, perché la saggezza e il buon senso non hanno alcuna appartenenza politica: è la soluzione concreta di un problema che si protraeva da tempo. Il Comune non ha messo a disposizione alcuna struttura né tantomeno ha dato alcun contributo pubblico: l'intera operazione è stata portata avanti dalla comunità islamica con risorse proprie».

Del resto, il primo cittadino, grande amica dell’ex leader Umberto Bossi e fiera sostenitrice di Tosi - che sarà proprio ad Albenga in primavera, l’aveva promesso nel 2010. «Se la Comunità Islamica di Albenga dovesse trovare un’area urbanisticamente compatibile, e se dovesse disporre delle risorse finanziarie per realizzare una nuova sede, nel pieno rispetto delle vigenti leggi italiane e senza pesare in alcun modo sulle casse del Comune, nessun Sindaco, sia esso leghista, di destra, di centro, o di sinistra, potrebbe opporsi».
Detto fatto.  

La sindaca continua a difendersi dalle accuse, anche su Facebook: «Da sempre, ho imparato dagli uomini e dalle donne della Lega, che noi siamo contrari a coloro che non vivono onestamente, che non lavorano, che delinquono, e che creano disagi agli altri. Queste persone sono qui da decenni, hanno trasferito la loro famiglia, i figli loro giocano con i nostri, partecipano anche alle recite natalizie. Stanno tentando in tutti i modi di condividere le nostre tradizioni e chiedono di poter avere le loro. Hanno acquistato, a seguito di anni di auto-tassazione, un locale capiente, fuori dal centro cittadino, sovradimensionato alla loro necessità odierna, ma che gli permetterebbe di pregare,».

Del resto, dai tempi del tesoriere Francesco Belsito, la Lega Nord non faceva più notizia da queste parti. Quest anno il Carroccio non ha conquistato neppure un deputato ligure e i fasti di una volta sono stati cancellati dall'ondata di scandali, arrivati fino alla 'Ndrangheta. L'apertura di un centro culturale, al momento, fa contenti i cittadini e viene apprezzato anche dalle forze di opposizione. 

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