5 Marzo Mar 2013 1912 05 marzo 2013

La ricchezza dei giovani torna quella di 30 anni fa

Il grande sboom

Crisigiovani

L’Italia non è un Paese per giovani. Nel caso ce ne fosse ancora bisogno, Laura Bartiloro e Cristiana Rampazzi, due economiste del centro studi della Banca d’Italia, nel loro studio sull’andamento del risparmio e della ricchezza delle famiglie italiane durante la crisi offrono una rappresentazione plastica di quanto la recessione gravi sulle spalle dei giovani. O meglio, di quei pochi – meno di uno su tre tra i 15-24enni – che hanno la fortuna di avere un lavoro. Scrivono le studiose: « Nel complesso è aumentata la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza», in particolare «nel 2010 il 9 per cento delle famiglie italiane aveva un reddito basso e, in caso di perdita del lavoro, una ricchezza finanziaria sufficiente per vivere al livello della linea di povertà per appena sei mesi. Tra i giovani la percentuale è il 15 per cento, mentre sale al 26 per cento per gli affittuari».

Fonte: Occasional paper N 148, Febbraio 2013, Banca d’Italia

«Nei venti anni precedenti si era già evidenziato un crescente divario rispetto al tasso di risparmio registrato per i nuclei con capofamiglia tra i 35 e i 54 anni, sceso di 6,5 punti tra il 1991 e il 2010 (dal 25 al 18,5 per cento), a fronte di una riduzione quasi doppia (di 11,3 punti) per le famiglie giovani (dal 24,8 al 13,5 per cento)», recita ancora lo studio, che spiega: «Nel 2010 il saggio di risparmio dei giovani era inferiore a quello degli anziani (over-65). È un’evidenza non coerente con il modello del ciclo vitale in base al quale gli anziani dovrebbero risparmiare meno dei giovani, perché questi ultimi avrebbero bisogno di accumulare risorse per finanziare un livello di consumo stabile al momento del pensionamento».

Tradotto: ciò che si guadagna lo si spende, per il futuro chissà. Infatti Bankitalia nota che: «La dinamica negativa del reddito, particolarmente accentuata per le famiglie giovani, pare essere la determinante principale alla base dell’andamento del risparmio e della ricchezza». Amare le riflessioni su quanti possono permettersi il lusso di una casa: «Si può quindi assumere che i giovani, le cui condizioni reddituali sono in continuo peggioramento, siano sempre più poveri e che abbiano crescenti difficoltà ad acquistare un’abitazione». 


Distribuzione ricchezza finanziaria lorda. Fonte: Occasional Paper N 148, Febbraio 2013, Banca d’Italia

Non solo. Il quadro è destinato a peggiorare: «Le prospettive per le famiglie più giovani sono ancora più sfavorevoli se si tiene conto delle recenti riforme del sistema pensionistico e del mancato successo delle forme di pensione integrativa». La distribuzione della ricchezza «in particolare tra le classi meno agiate e tra i giovani, caratterizzati da condizioni lavorative precarie, consente di identificare gruppi di popolazione più a rischio di illiquidità o di insolvenza in caso di shock negativo sul reddito». Poveri, disoccupati, con poca propensione al risparmio. La crisi la pagano loro. 

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