4 Aprile Apr 2013 1334 04 aprile 2013

"Caro Renzi, niente inciuci sul Quirinale"

Parla l'ex gemello Civati che giudica "curiosa" l'intervista del sindaco di Firenze

Sagome

«L’intervento di Renzi è curioso e fuori tempo. Perché chiedere ora di fare in fretta non alcun senso: ci siamo affidati al Presidente della Repubblica e tra dieci giorni eleggeremo il suo successore. E quindi? E adesso?» Giuseppe Civati, detto Pippo, deputato del Partito Democratico, parla dell’intervista rilasciata Matteo Renzi al Corriere della Sera, ma allo stesso tempo rilancia al Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo una proposta. «Perché Grillo non pubblica sul suo sito un bel sondaggio su chi vuole dare la fiducia a un governo di cambiamento? Avrebbe delle sorprese». L’apertura al Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi da parte del sindaco rottamatore di Firenze «è un punto di vista nel partito. Non è l’unico ad averci pensato. Io non sono d’accordo, ma per un motivo molto semplice: con Berlusconi non si potrebbero portare avanti le riforme, né mi pare che per superare questi vent'anni, dobbiamo tornare all'inizio di questi vent'anni...»

Renzi dice che bisogna fare in fretta, che la Chiesa ci ha messo di meno, che Bersani è stato umiliato dal Movimento Cinque Stelle in diretta streaming e che serve un accordo con il Pdl, sennò si va a votare

Nel conclave non esiste la fiducia... In ogni caso, prima dovevamo attendere le scelte di Napolitano, perché era giusto non chiedere le sue dimissioni perché altrimenti i mercati ci avrebbero massacrato. Poi sono arrivati i dieci saggi che tutti hanno criticato. La verità è che siamo nel semestre bianco, non so se qualcuno se n’è accorto. Anche io avevo chiesto di andare a votare. Renzi dice parole condivisibili, ma è curioso ascoltarle proprio adesso.

“Curioso” in che senso?

Non vorrei aprissero a manovre in vista dell’elezione del Capo dello Stato. Basta giochi. Mi piacerebbe che l’elezione del successore di Napolitano avvenisse alla luce del sole e non con i soliti metodi della prima e della seconda repubblica. Ma vedo che nel partito in molti si danno da fare...

Parla dei 120 deputati che si preparano a fare la fronda Romano Prodi?

Lo leggo sui giornali. Prodi in questo momento è Addis Abeba, è un persona di alto spessore internazionale. Non dico sia l’unico nome, ma non capisco perché dobbiamo subito escluderlo dalla corsa per il Quirinale. Solo perché è il nemico numero uno di Berlusconi? Non scherziamo. Qui siamo al rovesciamento della realtà.

E quindi qual è il candidato giusto per il Colle?

Non ho e non uso il linguaggio di Grillo. Ma aspetterei il nome che vuole proporre il Movimento Cinque Stelle che potrebbe essere condivisibile anche da parte nostra.

Ma le consultazioni on line del Cinque Stelle non rischiano di essere una farsa? Il voto poi è segreto

Arriverà comunque una proposta da parte loro. E Grillo dovrebbe iniziare a fare anche altre consultazioni sul suo sito, per esempio quelle per capire se i suoi elettori vogliono o meno un accordo per un governo Bersani.

Lei non demorde

Con Berlusconi è impossibile portare avanti delle riforme, è tempo perso.

Non ha niente da criticare al segretario Pier Luigi Bersani in questo mese di distanza dalle elezioni?

Nell’ultima conferenza stampa, alla fine, ha spiegato che se fosse lui l’ostacolo a un governo sarebbe pronto a farsi da parte. Ecco, forse sarebbe stato meglio dirlo prima.

Renzi rischia di spaccare (di nuovo) il Partito Democratico?

Il Pd deve sempre esplodere ma alla fine non succede mai. Vorrei che il mio partito invece che interrogarsi su quello che succede al suo interno faccia qualcosa...

E cosa dovrebbe fare?

Facciamo le primarie anche per le salamelle alla Festa Dell’Unità? Allora apriamo un confronto e una consultazione dei nostri elettori, fissiamo la direzione nazionale. Le consultazioni non servono solo nel M5s di Grillo, ma pure tra noi. Forse è il momento di iniziare a fare qualcosa. E di farlo bene, che è ancora più importante che farle presto.

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