17 Maggio Mag 2013 0653 17 maggio 2013

Stretta sugli hacker, perquisizioni e quattro arresti

Quattro arrestati, forse Anonymous

Anonymous 2

Un’inchiesta aperta dalla Procura di Roma ha portato a perquisizioni ed arresti, effettuati dalla Polizia postale, in particolare dal Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche). Il nome dell’Operazione è “Tango Down”. Secondo l’AdnKronos, diverse perquisizioni e misure cautelari sarebbero già eseguite. La contestazione riguarda un’associazione a delinquere di un gruppo di hacker che «celandosi dietro il nome di ‘Anonymous’» avrebbe attaccato infrastrutture critiche, siti istituzionali ed importanti aziende. Secondo l’Ansa gli arresti sarebbero quattro e le persone arrestate «facevano parte del movimento di Anonymus anche se ne sfruttavano il logo per interessi personali» e si sarebbero resi responsabili «anche degli attacchi ai siti del governo, del Vaticano e del Parlamento». Dieci invece le perquisizioni eseguite.

Il Cnaipic della Polizia Postale, si legge sul sito della Polizia di Stato «è attivo 24 ore su 24 per 7 giorni su 7 e si occupa di prevenire e reprimere i crimini informatici rivolti verso le infrastrutture critiche o di rilevanza nazionale. Si tratta del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), istituito con decreto del capo della Polizia (allora Antonio Manganelli ndr) il 7 agosto 2008».

Proprio il Cnaipic sarebbe stato oggetto, a fine luglio 2011, di un attacco informatico a cui era seguita una diffusione di file. Gli hacker che si riconoscono nella sigla di Anonymous avevano in seguito smentito di essere gli autori dell’attacco e in un articolo del Corriere della Sera si scriveva che la Polizia postale era al lavoro per effettuare «attente verifiche tecniche per accertare la reale portata degli eventi».

L’articolo continuava riportando che gli investigatori erano al lavoro per capire se i documenti prelevati «con l’ Operation Italy siano autentici e da che computer siano stati copiati e incollati. Il materiale finora pubblicato viene considerato poco rilevante. Al momento il server del Cnaipic non risulta violato. Non ci sarebbe traccia di effrazione».

All’inizio di luglio 2011 un’altra operazione di Polizia postale, «Secure Italy» aveva portato a 15 denunce (5 delle quali avevano riguardato minorenni) e perquisizioni. Nei primi sei mesi del 2011 si erano verificati attacchi ad aziende come «come Eni, Finmeccanica, Poste e Unicredit, sia quelli istituzionali come Senato, Camera dei Deputati, Palazzo Chigi e AgCom, tutti obiettivi scelti in seguito a fatti di cronaca o decisioni relative alla Rete. La scelta dei target avverrebbe con una votazione che interessa anche il network internazionale di Anonymous» si leggeva in un articolo del Corriere della Sera firmato da Massimo Sideri.

L’ultimo tweet dell’account Twitter di Anonymous Italy è datato 8 maggio 

Sabato 11 maggio tutti in piazza! facebook.com/operation.payb…#eutanasialegale #carceri #reatoditortura #droghe

— Anonymous Italy (@OperationItaly) 08 maggio 2013

Il gruppo si serve anche di un blog utilizzato per lanciare campagne e diffondere i file di volta in volta sottratti.  

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